100 anni di ironia intelligente: auguri a Franca Valeri!

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“Io sono molto benvoluta e mi chiedo il perché, mi chiedo se me lo merito. Poi, riflettendo, qualcosa ho fatto. Ho molto taciuto. Non è poco”.
Auguri a Franca Valeri: 100 anni di vita sul filo di una magistrale ed elegantissima ironia.

Porta da sempre lo stesso carismatico taglio di capelli, apparentemente snob: «Perché mi piace. Credo che cambiare spesso colore e taglio sia un segno di insicurezza e quindi di inaffidabilità.

Caratteristiche che non mi appartengono. Del resto non mi piacciono i cambiamenti. Sono quasi sempre funesti». Così dice Franca Valeri, che oggi, 31 luglio, compie 100 anni.

Franca Valeri è una delle più brave, argute attrici, scrittrici e registe dello spettacolo italiano.

Quando ha cominciato a farsi notare, era la metà degli anni Cinquanta; aveva già viaggiato e letto molto. Moderna al cinema, anche in ruoli non da protagonista; spiritosa e sagace negli show tv del sabato sera e ovviamente bravissima in teatro, conscia che il senso del proprio valore era l’intelligenza e il sense of humor, è ancora arguta e attiva.

A 100 anni, Franca Valeri non ha perso carattere e cipiglio.
«Ora il mio spettro è la noia, la vita non è più divertente» ammette. Una banale caduta nel 2017, cinque costole rotte, l’obbligo di muoversi solo in sedia a rotelle. L’anno scorso il Sindaco le ha dato le chiavi della città. ” La città non l’ho ancora aperta!» scherza. Non ha perso la sua vena ironica, Franca Valeri, raro esempio di comicità al femminile.

Con la sua graffiante sincerità, le sue esilaranti telefonate a “Mammà”, il suo modo deciso e nuovo di fare televisione, è entrata nel cuore di tutti gl’italiani.
Lontana dalle prorompenti bellezze, dalle oche giulive e dalla superficialità, la sua intelligente ironia ha segnato la storia della TV, del teatro e del cinema italiano.

Cresciuta a Milano, nel quadrilatero della moda, ricorda: «Sono stata felice in via della Spiga, prima che arrivassero il fascismo e le leggi razziali». Di quel periodo fu vittima, poiché il padre era ebreo: «Mio fratello e mio padre fuggirono in Svizzera, mentre io e mamma restammo in campagna, nascoste in casa di amici. Un amico di mio padre lavorava all’anagrafe e mi fece avere una carta d’identità falsa. Ancora mi chiedo come sia riuscita a salvarmi. Fortuna».

Raffinata ed elegante,
nell’autobiografia del 2010, “Bugiarda no, reticente” si racconta, partendo dal nonno paterno, un uomo importante, che aveva dato alla famiglia la ricchezza e dalla nonna materna, che invece era una massaia, che cuciva tutto il giorno e aveva alle spalle un’esistenza difficile, avendo perso il marito e due figli. La sua morte è stata un colpo per Franca, che aveva circa undici anni.
Era già raffinata, sempre piuttosto attenta al vestire, mai “sciammannata”. L’ avevano abituata così i genitori: da piccola il padre le portava addirittura gli abiti da Parigi. Adorava vederla elegante.

In casa sua si rideva, i suoi genitori erano spiritosi: la mamma era una comica nata e il padre assai ironico.

Così Vittorio Caprioli, suo marito. Conobbe e frequentò Alberto Sordi,.
Erano legatissimi e affiatatissimi sul set e si divertivano a improvvisare nei diversi film girati insieme (compreso il famoso “Cretinetti!” di Il vedovo).

Franca Valeri ha reso onore a schiere di mogli, segretarie, zitelle e rompiscatole, consacrandole una volta per tutta nei due leggendari personaggi, la sora Cecioni e la Signorina snob, popolana una, aristocratica l’altra, entrambe argute e pestifere come lei vedeva le donne, tanto che anche le ragazze di oggi vanno a cercarle su YouTube.

Fra le amiche, Nora Ricci (sua collega in due sceneggiati di Giuseppe Patroni Griffi).

Auguri dunque a Franca Valeri!
100 anni di arguta e intelligente ironia…e non sentirli.

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