11 settembre 2001, oggi l’anniversario. Tra memoria e complottismo

Qualcuno ancora sostiene che l'attentato alle Torri Gemelle nasconda una buona parte di verità

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Una data che ha segnato chiunque l’abbia vissuta coscientemente nel profondo, un avvenimento storico che ha lasciato una memoria sempre attuale nel cuore di chi ne ha ragionato in proposito. Quel maledetto, tragico giorno del 2001, il dannato 11 settembre, morirono quasi 3mila persone e ne rimasero ferite oltre 6mila. Caddero due delle torri più alte del mondo, in pochi minuti, e con loro anche i sogni (e le sicurezze) dell’indiscussa inviolabilità americana. Si segnò l’inizio di un nuovo periodo della storia umana nel mondo.

Quattro aerei di linea appartenenti a compagnie aeree statunitensi furono dirottati da 19 terroristi appartenenti ad al-Qaida. Due di questi aeroplani furono fatti schiantare contro le Torri Nord e Sud del World Trade Center, nel quartiere della Lower Manhattan a New York.

Poi in 1 ora e 42 minuti, entrambe le torri crollarono. I detriti e gli incendi causarono in seguito il crollo parziale o totale di tutti gli altri edifici del complesso del World Trade Center. Un terzo aereo fu fatto schiantare contro il Pentagono, sede del Dipartimento di Difesa, nella contea di Arlington in Virginia. Un quarto aereo, il volo United Airlines 93, fatto inizialmente dirigere verso Washington, precipitò invece in un campo nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania, a seguito di una rivolta dei passeggeri. Tutto in pochissimo tempo.

La colpa ricadde quasi subito sull’organizzazione terroristica di al-Qaida. Gli Stati Uniti risposero dichiarando la “guerra al terrorismo” e attaccando l’Afghanistan al fine di deporre il regime dei Talebani, neutralizzare al-Qaida e catturare o uccidere il suo leader Osama bin Laden, assassinato solo il 2 maggio 2011, con quasi 10 anni di ritardo.

Ma è proprio a questo punto che entrano in gioco teorie alternative e complottiste sui fatti: qualcuno sostiene infatti che dietro gli attentati non ci furono i terroristi talebani, ma ben altre forze, con scopi economici, addirittura parlando anche degli americani stessi. Uno dei motivi principali a sostegno di tali credenze è quello secondo cui il crollo delle torri sarebbe dovuto avvenire in modi diversi, o addirittura proprio non avvenire: dallo studio dei materiali e dell’impatto, infatti, sembrerebbe che nell’edificio fossero state piazzate già precedentemente delle bombe col fine di radere al suolo la costruzione. Addirittura, vista l’altezza delle torri, già prima della loro edificazione sarebbero state fatte delle prove per un eventuale impatto aereo, proprio col fine di sistemare l’edificio in modo che un impatto non avrebbe causato la distruzione completa che poi invece si è verificata.

Le voci, insomma, sono come sempre tante e in contrasto tra loro, ma un giorno come quello di oggi, è bene sottolinearlo, va sfruttato per ricordare tutte le persone decedute, apprezzare la situazione di pace vissuta nella nostra contemporaneità e analizzare la situazione di totale precarietà della nostra vita anche quando sembra in assoluta sicurezza.

 

 

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