ACCADDE OGGI 30 OTTOBRE 1938: GLI EXTRATERRESTRI TERRORIZZANO GLI USA…MA È UNA FICTION!

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A partire dall’estate del 1938 l’emittente radiofonica di New York “Columbia Broadcasting System” (CBS) inizia la trasmissione di una serie adattamenti di opere teatrali prodotte dalla compagnia “Mercury Theatre”, fondata l’anno prima dal 22-enne attore, regista, sceneggiatore e drammaturgo Orson Welles (1915-1985) e dall’attore e sceneggiatore John Houseman (1902-1988). Il nome del programma è “Mercury Theatre on the Air”.
Il 30 ottobre di 83 anni fa, alle ore 20, è la volta di “War of the Worlds” (La guerra dei mondi), adattamento radiofonico tratto dal romanzo di fantascienza omonimo dello scrittore Herbert George Wells (1866-1946), che si potrebbe qualificare come il Jules Verne britannico, per questo considerato uno dei padri fondatori del romanzo di fantascienza. La riduzione radiofonica di Welles e Houseman è costruita in forma di finto drammatico notiziario, trasmesso più volte con una serie di improvvise interruzioni dei normali programmi, consistenti in concitatissime cronache in diretta di un’invasione aliena, realizzata con continui aggiornamenti. La magistrale interpretazione di Orson Welles farà il resto.
La prima interruzione è questa:
“Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità…”.

A questa interruzione ne seguono altre sempre più concitate, inclusa la lettura di un bollettino ufficiale che riferisce la caduta di un grande oggetto luminoso nella zona di Grovers Mill, nel New Jersey, negli USA del nord-est, cui segue l’annuncio: “Abbiamo subito inviato una speciale unità mobile e il nostro cronista, Carl Phillips, appena giunto sul posto, vi darà una completa descrizione del meteorite di Grovers Mill…”.
Questo uno dei primi resoconti della diretta di Carl Phillips (in realtà Orson Welles da studio): “Un momento! Sta accadendo qualcosa! Signori e signore, è terrificante! L’estremità dell’oggetto comincia a muoversi! La sommità ha cominciato a ruotare come se fosse avvitata! […] Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbia mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… Qualcuno… o qualcosa.
Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere… segue un finto urlo di terrore della folla accorsa a vedere”.

Dopo pochi minuti migliaia di americani terrorizzati abbandonano le case e si riversano nelle strade; molti si rifugiano nelle chiese. Al centralino del New York Times arriva una telefonata con la richiesta “A che ora è la fine del mondo?”. La domanda farà il giro degli USA e, nel 1987, ispirerà il brano “It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine)” [È la fine del mondo come lo conosciamo (e mi sento bene)] del gruppo rock R.E.M. Luciano Ligabue, nel 1994 ne farà una versione italiana con il titolo “A che ora è la fine del mondo?”.
Studi successivi hanno adombrato la possibilità che in realtà il panico collettivo sia stato molto esagerato dai media USA per speculare sull’evento ed incrementare vendite ed ascolti; la trasmissione di Welles in effetti aveva circa il 2% di ascolto e molti radioascoltatori sapevano benissimo che si trattava di una fiction; tuttavia la finta invasione aliena è passata alla storia come uno dei maggiori fenomeni mediatici di sempre e Welles diventerà una star assoluta. La BFI (British Film Institute), la maggiore istituzione cinematografica britannica, attribuirà al cineasta americano il titolo di miglior regista di tutti i tempi.

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