Emergenza umanitaria, delegazione Viterbo-Rieti dell’Ordine di Malta in Ucraina

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Nella circostanza dell’emergenza umanitaria legata al conflitto in atto in Ucraina, il delegato di Viterbo-Rieti, avvocato Roberto Saccarello, ha formato una missione di soccorso sotto l’egida dell’Ordine di Malta, con il consenso del Gran Priorato di Roma e con l’incoraggiamento del vescovo Lino Fumagalli.

Per le sue capacità organizzative e per la sua grande disponibilità, l’organizzazione della missione è stata affidata al dottor Alessio Lamoratta, che ha provveduto a prenotare un pullman, con relativi autisti, per raggiungere Medyka, città frontaliera al confine ucraino-polacco.Nel viaggio egli è stato accompagnato dal Volontario Eros Vasapollo e da un’interprete per le lingue russa, ucraina e polacca.

Alla partenza, avvenuta sabato 19 marzo dalla piazza antistante la Basilica-Santuario di Santa Maria della Quercia, centro spirituale della Delegazione, sono stati presenti diversi volontari del CISOM, i quali hanno offerto il loro prezioso aiuto per caricare il mezzo di beni di prima necessità: vestiario, alimenti e medicinali. Infine, una speciale benedizione è stata impartita dal cappellano magistrale, don Massimiliano Balsi.

Dopo 24 ore ininterrotte di viaggio è stata raggiunta Medyka, dove è stato preso contatto con le autorità locali ed i responsabili di Protezione civile. Lo scarico di quanto trasportato è avvenuto rapidamente e stoccato nei locali adibiti all’uopo dagli organizzatori dei soccorsi.

La missione melitense ha trovato una situazione umanitaria drammatica, neanche lontanamente immaginabile con quanto trasmesso dai mezzi di informazione; è evidente che il pietoso stato è figlio esclusivo dei numeri caratterizzanti l’esodo, non certo del disservizio di chi, con abnegazione, cerca di soccorrere i profughi del teatro di guerra.

Entro poche ore è stato formato un gruppo di 39 persone, costituito da donne con bambini al seguito. Dopo la loro sistemazione sull’autobus è avvenuta immediatamente la partenza per l’Italia.

Durante il viaggio i Volontari hanno potuto ascoltare le travagliate vicende dei passeggeri, cercando di soddisfare al meglio le loro esigenze; avendo alcuni di loro parenti disposti ad ospitarli, si è provveduto a prendere contatti con gli stessi per organizzare l’accoglienza all’arrivo.

Il viaggio di ritorno, durato circa 26 ore, è stato intenso di rapporti telefonici con la Croce Rossa (nella persona del Presidente della sezione di Viterbo), con l’ufficio immigrazione della Questura, con la Asl e la Prefettura di Viterbo. Questo perché, durante l’organizzazione dei soccorsi la Delegazione, sempre attraverso il volontario Lamoratta, si era rapportata con tutte le Istituzioni preposte, sotto il coordinamento della Prefettura affinché la missione potesse svolgere al meglio per i rifugiati ed in piena aderenza alle leggi nazionali

Tutti i profughi sono stati registrati all’arrivo, visitati e smistati. Alcuni sono andati presso parenti e persone di loro conoscenza, una famiglia composta da una mamma e due bambini è stata accolta presso la residenza di un Volontario, gli altri sono stati presi in carico da un’associazione incaricata dalla Prefettura che ha provveduto a sistemarli in un centro allestito all’uopo.

La missione di soccorso è continuata per tutto il mese di Marzo poiché la Delegazione, oltre a provvedere alla raccolta e alla distribuzione di beni di prima necessità alla comunità ucraina presente nella Tuscia, ha incaricato i Volontari dei Gruppi ABC di accompagnare quasi ogni giorno con propri automezzi i profughi verso le destinazioni scelte o assegnate.

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