Scuderi: “Sono l’unico candidato che viene dalla società”

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Mentre tutti sono alle prese con la spinosa questione delle alleanze, degli apparentamenti e delle liste di appoggio, abbiamo pensato di fare una chiacchierata con Giovanni Scuderi, candidato sindaco con l’hastag #CrediNelFuturo.

I suoi concorrenti ritengono che per vincere le elezioni sia necessario imbarcare un ben calcolato schieramento di soci o gregari; solo lei sembra puntare sulle sue sole forze e sulla forza dei progetti.

“È vero. Questo perché io sono l’unico candidato che non viene dai partiti ma dalla società civile; tuttavia tengo a precisare che non sono contrario per principio alle alleanze politiche, ma il collasso anticipato della coalizione di centro-destra e il conseguente commissariamento di Viterbo stanno a testimoniare come dalle nostre parti manchi ancora una matura cultura politica delle intese fondate su programmi chiari ed è bastato che una poltrona, peraltro estranea all’amministrazione comunale, sia andata alla persona sbagliata per far deragliare l’intera compagine del cdx e far venir giù tutto.
Ci tengo inoltre a precisare che considero politicamente negativo e moralmente indegno aver innescato la paralisi amministrativa della città; questo nel momento in cui Viterbo cercava faticosamente di rialzarsi dopo i tempi bui della pandemia e quando il bene pubblico avrebbe dovuto prevalere rispetto a qualsiasi rancore personalistico”.

Difficile non darle ragione ma non pensa che questa corsa in solitaria alla fine la penalizzerà rispetto ai suoi competitor che invece stanno facendo scorta di alleati e liste?

È un rischio calcolato che ho accettato consapevolmente di correre sin dal primo momento in cui mi sono determinato a scendere in campo; l’attuale legge elettorale è stata scritta secondo l’antico criterio per il quale ciascun capo o capetto politico “porta” il proprio pacchetto di voti e assemblando i portatori si assemblano anche i “portati”, ossia i cittadini.
A me questo genere di alchimie politiche piacciono poco e confido nell’intelligenza degli elettori viterbesi, perché interpretino la mia scelta come una scelta innovativa, coraggiosa e di onestà; se il mio obiettivo fosse semplicemente quello di scalare qualche poltrona comunale non mi sarebbe stato difficile ottenere un’ospitata di riguardo in qualche promettente lista. Ma queste scorciatoie non rientrano nei miei progetti per Viterbo. Preferisco di gran lunga perdere che vincere dovendo poi negoziare con tutti gli interessi in campo e guardarmi continuamente le spalle, come è accaduto nell’ultima consiliatura”.

 

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