13 luglio: l’Arma dei Carabinieri compie 206 anni

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13 luglio 1814: nel giorno in cui Re Vittorio Emanuele I fondò il Corpo dei Carabinieri Reali ben 206 anni fa, presso la Legione Allievi CC è stata celebrata una S. Messa in suffragio di tutti i militari dell’Arma in ogni tempo deceduti. Occasione di particolare raccoglimento e preghiera per i Carabinieri venuti a mancare durante l’emergenza sanitaria del COVID19, svoltasi alla presenza dei loro familiari.

Compie 206 anni la Benemerita e non li dimostra. Anzi, oggi più che mai, è presente e pronta nelle risposte che lo Stato le chiede di dare.

L’Arma dei Carabinieri, fu fondata a Torino quando Vittorio Emanuele I di Savoia rientrò dall’esilio in Sardegna a cui l’aveva costretto Napoleone.

Il re sabaudo volle un corpo militare con compiti di polizia sull’esempio della gendarmeria francese ma con una preparazione addestrativa elitaria anche per le possibili evenienze di combattimento. Il nuovo corpo si doveva distinguere da tutti gli altri, oltre che per capacità di strategia guerresca, l’assoluta e cieca fedeltà alla corona.
Nei secoli fedele.
Il Carabiniere rappresenta lo Stato,
fermo al motto di Costantino Nigra nel suo poema La Rassegna di Novara “Usi obbedir tacendo e tacendo morir”, ma sempre in evoluzione nel campo delle indagini e dell’uso delle nuove tecnologie e mezzi.

Furono chiamati inizialmente “Reali Carabinieri”, fieri nella loro sfarzosa divisa, dei loro valori e del loro ruolo. Valori condivisi e conservati nei secoli.

La loro divisa era turchina, in panno di lana, con i bottoni bianchi, stivali neri e cappello alto a due punte, e la coccarda azzurra dei Savoia sul davanti ed erano armati con l’inseparabile carabina, da cui deriva il nome, e la spada. I colori del pennacchio, il rosso e il turchino, vennero introdotti nel 1833 dal re Carlo Alberto, al quale successivamente i Carabinieri salvarono la vita durante la battaglia di Pastrengo.

I Carabinieri divennero un’arma dell’esercito nel maggio 1861, affiancandosi alle altre sezioni della fanteria, artiglieria e cavalleria e attestandosi nel tempo come l’Arma per antonomasia. Il motto “Usi obbedir tacendo e tacendo morir“, fu affiancato nel 1914 da “Nei secoli fedele”, ideato dal capitano Cenisio Fusi, in occasione del primo centenario del corpo.

Il loro primo generale fu Giuseppe Thaon di Revel, chiamato a ricoprire la più alta carica dei Carabinieri nell’agosto del 1814. Il 5 giugno 1920 la Bandiera dei Carabinieri fu insignita della prima Medaglia d’oro al Valor Militare, in riconoscimento al contributo offerto nel corso della Prima guerra mondiale. In ricordo di quel giorno si tiene, annualmente, la Festa dell’Arma.

I Carabinieri si sono sempre distinti in episodi di puro eroismo sia militare che civile, in tempi lontani e vicini.

Tanti e tanti episodi anche in tempi a noi vicini che ci fanno amare questi ragazzi in divisa e la famiglia dell’ Arma.
Ricordiamo fra tutti il Carabiniere Salvo D’Acquisto, immolatosi per alto senso civico, per salvare degli innocenti.

Oggi nelle caserme dei carabinieri sparse su ogni contrada del nostro Belpaese è un primeggiare dei dialetti, molti del Sud, ma il senso della nazione prevale sempre, contro ogni divisione. AUGURI AI CARABINIERI D’ITALIA!

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