15 Carabinieri infettati nella Regione Lazio, altri deceduti nel Nord Italia. Mancano le protezioni

L'Arma ha espresso il suo profondo cordoglio

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Sempre in prima linea le Forze dell’Ordine nella tutela dei cittadini, nei controlli e nella prevenzione dei reati. Ma sono abbastanza protette dal killer invisibile che sta seminando morte in Italia e nel mondo?

Spesso i carabinieri e altri rappresentanti delle Forze dell’Ordine sono indifesi.

Si registrano da più parti carenze di mascherine, la fornitura di gel disinfettanti scaduti, automezzi e caserme non sanificate.

Così anche loro, nell’esercizio della loro missione, si ammalano e a volte muoiono.

15 Carabinieri infettati nella Regione Lazio; alcuni Carabinieri morti in Italia a causa da coronavirus: il Maresciallo Maggiore Massimiliano Maggi, addetto alla Stazione CC di La Spezia Principale, di 53 anni e l’appuntato scelto Claudio Polzoni, di 47 anni, deceduto a Bergamo a causa delle complicanze di una polmonite da coronavirus;il Luogotenente Carica Speciale Mario D’Orfeo, 55 anni, Comandante della Stazione di Villanova d’Asti e del Maresciallo Maggiore Fabrizio Gelmini, 58enne, addetto alla Stazione di Pisogne (BS). Sino alla fine, protagonisti del servizio, baluardo di speranza a tutela dei cittadini, a presidio della loro sicurezza.

L’Arma ha espresso il suo profondo cordoglio.

Michele Gigante, Segretario Generale del Lazio per UNARMA Associazione Sindacale Carabinieri, ha fatto presente che il personale dell’Arma dei Carabinieri, dopo oltre un mese dall’inizio della pandemia, è spesso sprovvisto di mezzi di protezione durante l’esecuzione dei servizi istituzionali.

L’Associazione Sindacale Carabinieri UNARMA si è attivata subito a favore del personale, inoltrando una nota ai vertici militari, per segnalare la necessità di dotare il personale dei dispositivi di protezione e di sanificazione degli ambienti di lavoro.

Ma il virus è stato più veloce.

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini ha espresso la sua vicinanza e quella del Governo a tutti gli italiani che in questo momento piangono la perdita di un proprio caro, ribadendo la necessità di rimanere a casa. E’ questo l’unico modo per aiutare tutti coloro che in queste ore stanno lavorando senza sosta.

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