“1979-2019. 40 anni di immagini” La mostra fotografica dell’Unitus arriva a Palazzo dei Priori

Sarà possibile visitare la mostra fino al 29 novembre

586

Da lunedì 18 novembre nella sala Delle Bandiere del Palazzo Comunale sarà in mostra la storia fotografica dei primi 40 anni dell’Università della Tuscia. Durerà fino al 29 novembre con lo stesso orario di apertura di Palazzo dei Priori:  9 – 13  e 15 – 18 dal lunedì al sabato; la domenica 10 -13 e 15 – 18.

In pratica la mostra “1979-2019. 40 anni di immagini”, che è stata ospitata nel corridoio delle Monofore di Santa Maria in Gradi, si trasferirà in Comune, a suggellare il connubio che intercorre tra la prima istituzione culturale della città e la sua prima istituzione di governo. Alle 12 di lunedì l’inaugurazione.

Nella conferenza stampa di presentazione, tenutasi questa mattina nella sala del Consiglio comunale, gli onori di casa sono stati fatti da Cristina Pallotta, l’addetta stampa del Comune, che ha presentato e introdotto gli ospiti. “Questa – ha sottolineato – è la prima uscita pubblica del nuovo Rettore, Stefano Ubertini.”

“Sono molto felice che la mia prima uscita pubblica avvenga in questa bellissima sala – ha detto Ubertini. – Università e Comune sono due istituzioni che si identificano l’una nell’altra. Sono un binomio imprescindibile, in cui l’una dà prestigio all’altra e viceversa. Gli studenti stranieri quando immaginano una città universitaria la pensano con le caratteristiche di Viterbo. E lo dico con particolare orgoglio, essendo viterbese per parte di padre e di madre.”

Ubertini ha assicurato che lavorerà durante i suoi 6 anni di mandato per promuovere insieme Università e territorio, sicuro che, come storicamente accade intorno alle università, anche il tessuto economico e imprenditoriale ne trarrà giovamento.

Il sindaco Arena ha salutato con entusiasmo il nuovo Rettore. “Questa mostra dimostra come la storia dell’Università faccia parte della storia della città. Per certi versi sembra la mostra di Arena, perché in molte foto ci sono io! – ha detto scherzando – Da sindaco, ma anche da assessore, l’università è stata sempre presente nella mia attività pubblica.”

Sono intervenuti anche l’assessore all’Università Antonella Sberna, il direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione (DISUCOM) Giovanni Fiorentino e Gilda Nicolai, curatrice della mostra insieme a Claudia Sorrentino e Salvatore Sindoni.

Antonella Sberna ha anche fatto gli auguri di buon lavoro al professor Marucci, appena nominato protettore, con il quale – ha detto l’assessore – “abbiamo avviato un progetto di ripopolamento del centro storico, in accordo con le associazioni studentesche e con gli agenti immobiliari viterbesi. Con le associazioni studentesche e l’Università lavoriamo per integrare e snellire le procedure di offerta di servizi agli studenti e per rendere la città sempre più vivibile – ha detto Sberna. – La città deve farsi trovare pronta ad integrarsi con l’indotto economico che l’Università nel suo insieme può portare sul territorio.”

Il professor Fiorentino ha sottolineato il valore dell’immagine come “ponte di comunicazione forte” tra città e Università. “Questa mostra documenta anche le grandi trasformazioni dei luoghi della città portate dall’arrivo dell’Università. Basta citare il complesso di Santa Maria in Gradi o San Carlo. Che cosa sarebbe oggi Riello, ad esempio, senza l’Università?” si è chiesto Fiorentino, auspicando che la mostra possa essere un’embrione suscettibile di sviluppi di diverso genere in grado di vivificare il territorio sia intellettualmente che materialmente.

In conclusione di conferenza stampa è intervenuta la curatrice, Gilda Nicolai, spiegando che la mostra è frutto di un lavoro sia fotografico che storico da parte dei gruppi di lavoro del DISUCOM: “Dopo 40 anni un archivio diventa storico e oltre che conservato va valorizzato e comunicato. Ma un archivio per essere memoria viva  va ripensato e  organizzato. Come dico sempre ai miei studenti – ha precisato Gilda Nicolai – il simbolo dell’archivista è il dio Giano, che è bifronte. Da una parte guarda al passato, dall’altra al futuro, che dà senso alla memoria del passato”.

La mostra può essere vista come una cerniera tra passato e futuro, insieme dell’Università e della sua città.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui