Amara riflessione sul bimbo lasciato solo in auto per ore

2 anni: dimenticato dal padre, muore per il caldo. Maledetta società della fretta!

Il padre avrebbe dovuto accompagnare il bimbo a scuola

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Troppo in fretta. Va troppo in fretta la nostra società. Mille impegni, tanti problemi: il lavoro, la scuola, le attività, la palestra, le riunioni. Si dimenticano tante cose: chiavi di casa, ombrelli, password, cellulari, a Viterbo, a Roma, a Milano, come a Catania. Si dimenticano anche i figli. Un bambino di due anni è morto a Catania dopo essere rimasto chiuso per oltre cinque ore, sotto il sole cocente di settembre, nell’auto del padre. Quest’ultimo, preso dalla fretta, si era dimenticato di lasciarlo alla scuola dell’Infanzia.

Questa è la triste storia di un uomo di 43 anni, dipendente amministrativo dell’università, di suo bimbo di soli due anni e di una famiglia come tante. Il padre avrebbe dovuto accompagnare il bimbo a scuola; la madre avrebbe dovuto riprenderlo. La moglie, dopo essersi recata alla scuola dell’Infanzia per prelevare il figlio, non avendolo trovato, ha telefonato al marito. Solo allora il padre del bimbo si è ricordato di non averlo accompagnato e di averlo lasciato in auto. Lo ha trovato esanime. È iniziata allora un’altra corsa disperata, l’ultima, verso il Policlinico. Nulla da fare: il bimbo era morto. Sulla tragedia sono in corso indagini della Polizia.

La morte del bimbo sarebbe stata causata dal caldo soffocante all’interno della vettura, parcheggiata per oltre cinque ore sotto il sole. In Sicilia, a settembre è ancora caldo. Il padre del bimbo è ovviamente indagato dalla Procura di Catania per omicidio colposo.
Una società frettolosa e distratta non aiuta i bambini a crescere sereni. Essi, in particolare, hanno bisogno di tempo, di attenzioni, di presenza. Se la gatta frettolosa fece i gattini ciechi, cosa potrebbe succedere a genitori così presi da altro da dimenticare addirittura un figlio?

Non è la prima volta che accade una tragedia simile. Speriamo sia l’ultima.

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