Patente, libretto e 200 euro ai carabinieri: romeno patteggia 1 anno e 2 mesi per tentata corruzione

La "mazzetta" consegnata ai militari insieme ai documenti

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Patteggia una pena di un anno, due mesi e sei giorni. È un pensionato romeno di 63 anni che il 5 maggio scorso fu arrestato al casello di Orte con l’accusa di tentata corruzione ai carabinieri che lo controllavano. Aveva dato loro 200 euro insieme ai documenti dell’auto. Nell’udienza dell’8 maggio ci fu la convalida dell’arresto, ma il collegio dei giudici presieduto da Silvia Mattei (a latere Elisabetta Massini e Giacomo Autizi) lo aveva rimesso in libertà senza alcuna misura restrittiva.

La pm Eliana Dolce, infatti, aveva chiesto anche l’obbligo di dimora. Mentre l’avvocato difensore dell’uomo aveva domandato ai giudici la libertà o in subordine una misura restrittiva meno pesante: l’obbligo di firma a Acilia, a Ostia antica o a Casal Palocco.
Infatti, l’uomo stava tornando in Romania con a rimorchio un’Audi di un connazionale: auto che ormai non poteva più circolare per via della normativa sulle emissioni inquinanti. I carabinieri lo avevano fermato al casello autostradale (insieme all’arrestato c’erano altre persone, non indagate) e avevano fatto il controllo amministrativo. Quando avevano chiesto i documenti, insieme a questi si erano visti porgere dei soldi. L’indagato in aula aveva detto di non aver avuto intenzione di corromperli, e che quei soldi erano lì per le spese varie.
E proprio sulle modalità del controllo si era soffermato l’avvocato difensore, Corrado Cocchi, che aveva parlato delle norme sul trasporto internazionale: “Il mio assistito è stato equiparato a un compratore transnazionale. Ma non è un imprenditore: portava l’auto in Romania in via occasionale, non lo fa come attività continuativa. L’autorizzazione serve per chi fa impresa”.

Al che, il collegio aveva convalidato l’arresto ma aveva permesso all’uomo di tornare in Romania. Per l’avvocato Cocchi rimaneva da decidere se chiedere un rito alternativo oppure andare al dibattimento ordinario.

Ma ieri mattina, davanti al collegio dei giudici c’è stato il patteggiamento. L’imputato è stato condannato ma gli è stata riconosciuta la sospensione della pena.

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