Perle della Tuscia: la “Volta Celeste” nella Sala del Mappamondo al Palazzo Farnese

Perle della Tuscia: la “Volta Celeste” nella Sala del Mappamondo al Palazzo Farnese

Un'opera in grado di far smarrire chiunque vi si imbatta dinnanzi, inserita in un contesto architettonico altrettanto fuori dal comune

Per amor di completezza, dopo aver affrontato a fondo già, in questa rubrica, la questione della meravigliosa Sala del Mappamondo in riferimento all’opera principale, non potevamo non tornare a soffermarci sulla “Volta Celeste” che accompagna questa perla artistica della nostra amata Tuscia. Tutti conoscono il meraviglioso Palazzo Farnese di Caprarola e la sua predominanza estetica sul paese in cui sorge, molti meno ne conoscono l’importanza storica e artistica inclusa in questi incredibili dettagli. La rilevanza al quale si fa riferimento non è circoscritta alla sola Tuscia e non parte da un postulato di carattere unicamente provinciale, ma è confermata ed esaltata dai numerosi studi, anche di carattere internazionale, svolti nei suddetti siti. Non si faticherà, infatti, a trovare molti documenti, lavori e progetti inerenti sul web.

La prima discussione e dunque il primo tema da affrontare è certamente quello della creazione della Volta: dopo vari approfondimenti degli esperti in materia si è arrivati alla conclusione che la decorazione della Sala del Mappamondo si collochi tra il novembre 1573 e il dicembre 1575; il soffitto, con la sua meravigliosa eterogeneità, dev’essere stato dipinto da un autore di cui ancora oggi non si ha totale certezza: ci sono solo delle ipotesi, comunque molto plausibili, come per esempio Giovanni de’ Vecchi e Giovanni Antonio da Varese.
Il palazzo, si ricorda, fu progettato dal noto architetto Jacopo Barozzi da Vignola, autore di un vero e proprio miracolo artistico.

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