25 anni dalla lacrimazione della Madonnina: il mistero infinito del riconoscimento

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È uscito il 4 febbraio, in occasione dei 25 anni dalle lacrimazioni della statuina della Madonnina di Pantano, il nuovo libro “Civitavecchia. 25 anni con Maria. Le apparizioni, i segni, il messaggio” a cura di padre Flavio Ubodi, 75 anni, teologo cappuccino, che è stato vicepresidente della Commissione teologica diocesana incaricata di investigare sul caso. Un caso che, a distanza di 25 anni, rimane un mistero. Lo conferma lo stesso padre Ubodi in una lunga intervista su “Famiglia Cristiana”. «Ho fatto parte della commissione diocesana dove eravamo, in totale, undici tra teologi e mariologi di fama mondiale – si legge – due dei quali indicati peraltro dal Vaticano. Abbiamo ascoltato molti testimoni diretti delle lacrimazioni e abbiamo vagliato tutte le carte del dossier con molta attenzione. Siamo arrivati alla conclusione che non c’erano imbrogli, né scopi di lucro da parte della famiglia Gregori. Cosa che accertò anche la magistratura non ravvisando alcun reato e rimettendo tutto nelle mani della Chiesa». I lavori della commissione andarono avanti per più di un anno, dall’aprile del 1995 al 22 novembre del 1996: sette componenti diedero parere favorevole, tre un parere attendista con l’invito ad analizzare ancora e uno solo parere negativo.

«Affidammo le conclusioni, come da prassi – racconta ancora padre Ubodi – a monsignor Grillo, il quale, in qualità di vescovo diocesano, secondo il Codice di Diritto canonico, aveva l’onere e il potere di dichiarare la soprannaturalità dell’evento». Cosa che però non fece mai formalmente. Il motivo, secondo l’autore del libro, starebbe nel fatto che il vescovo Grillo «chiese alla Santa Sede di controfirmare il decreto, ma Roma aspettò, tentennò a lungo e poi gli fece sapere di aver istituito una commissione ad hoc le cui conclusioni, però, non sono mai arrivate ufficialmente alla diocesi di Civitavecchia». Eppure, come ricordato anche nel volume e come più volte emerso in questi 25 anni, anche papa Giovanni Paolo II venerò la Madonnina di Pantano, anzi la sua volontà era quella «di far approvare l’autenticità del culto». Papa Wojtyla il 9 giugno 1995 volle la statua della Madonnina in Vaticano per pregare, poi le mise tra le mani un Rosario suo personale, l’ha incoronò e controfirmò una dichiarazione di monsignor Grillo con la quale, di fatto, affermava di credere alla soprannaturalità dell’evento. Venne anche più volte, in incognito, a Civitavecchia. Eppure non arrivò mai il riconoscimento diretto con decreto ufficiale del vescovo.

«Ci sono stati però – ha aggiunto padre Ubodi – moltissimi riconoscimenti indiretti che sono tutti quei gesti e atti pubblici e solenni che un vescovo non farebbe mai se pensasse che fosse tutto un inganno, un imbroglio. Anche i successori di Grillo, da monsignor Carlo Chenis all’attuale, Luigi Marrucci, hanno continuato sulla stessa linea incoraggiando e favorendo la devozione popolare verso la Madonnina. Il 15 marzo del 2005 la chiesa di Sant’Agostino, parrocchia dei Gregori, è stata elevata a Santuario della Madonna delle Lacrime. Che senso ha fare tutte queste cose se si credesse che l’evento, alla base, è falso?». Oggi, a 25 anni di distanza, rimangono le preghiere, i pellegrinaggi e la devozione per Maria.

 

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