3 settembre: per Santa Rosa …avanti! Fasci di luce e preghiera

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Viterbo- È bello pensare al trasporto della Macchina di Santa Rosa come se fosse una metafora della Vita .

La Vita che s’innalza a volte verso il Cielo, perché è essa stessa Cielo; che s’illumina perché l’anima, il “soffio” di Dio che è in ognuno di noi , è luce; che ti dà ciò che desideri quando non te lo aspetti;
la Vita che ci costringe ad affrontare salite durissime, vicoli stretti, il buio della notte, come è successo in questo 2020;
la Vita che richiede forza, coraggio, sudore, impegno, volontà, sacrificio
.
Ma “essere tutti d’un sentimento”, come i Facchini, aiutarsi l’uno con l’altro, affrontare insieme le difficoltà, ci fa percorrere le vie del nostro destino con la consapevolezza di non essere mai soli.

La nostra Vita, come quella di Santa Rosa, dovrebbe essere con gli altri e per gli altri.
Non termina alla fine della salita, come le emozioni che suscita la Macchina non finiscono con l’arrivo al santuario.

Ciò che facciamo resta. Resta nei ricordi, nel cuore, nell’anima. L’amore che noi diamo ci viene restituito, qui in Terra o altrove; rimane, come seme gettato che germoglia.

Buona Santa Rosa, fratelli! Sentiamoci così, come Rosina ci ha insegnato.
Nel suo grembiule, il pane per i poveri, trasformato in rose; nella nostra Vita ciò che facciamo per il bene degli altri ci fa sentire tutti “dello stesso sentimento”, figli di uno stesso padre.

Una luce particolare e suggestiva contraddistinguerà questa serata e la notte del 3 settembre. A San Sisto e sul sagrato della basilica di Santa Rosa infatti si alzeranno due fasci di luce, proiettati verso il cielo.

Alla partenza della Macchina di Santa Rosa e all’arrivo davanti alla basilica.

Sempre oggi, 3 settembre, in piazza San Lorenzo, sulla facciata della cattedrale, attraverso proiezioni in video-mapping, si potrà rivivere parte del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, grazie al progetto Le feste sospese – Visioni in assenza, promosso dalla Rete delle grandi macchine a spalla, modulato sul progetto dell’Istituto Nazionale per il Patrimonio Immateriale, e “costruito”, con un piano condiviso tra comunità e istituzioni, insieme all’Ufficio Patrimonio UNESCO del Mibact.

Una festa completamente diversa, che rimarrà nella storia.

“Evviva Santa Rosa! Evviva!!” Aspetteremo il prossimo anno per gridarlo più forte sotto la Macchina, che sarà più colorata e luminosa.

Quest’anno serberemo nel cuore quel grido, che è per noi fede e poesia.

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