30 gennaio, data da ricordare per la conquista del voto alle donne

30 gennaio 1945: una data importante per le donne. Fu in quel giorno che fu mosso il primo passo verso il suffragio femminile.

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Il 30 gennaio di 75 anni fa, infatti, il Consiglio dei Ministri deliberò la “concessione” del diritto di elettorato attivo e passivo, che avrebbe poi portato al Decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio dello stesso anno. “Estensione alle donne del diritto di voto”, si intitolava, con esclusione, però, del voto alle minori di 21 anni e alle prostitute.
Fu, comunque, una grande conquista.

Nel gennaio del 1945, Togliatti inviò una lettera a De Gasperi nella quale affermava come inevitabile la questione del voto alle donne nell’imminente Consiglio dei ministri e fu così che il 30 gennaio 1945, nella riunione del consiglio, si discusse proprio del voto alle donne.

La maggioranza dei partiti si dimostrò favorevole all’estensione. Il 1 febbraio 1945 venne emanato il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 che conferiva il diritto di voto alle italiane che avessero almeno 21 anni, secondo il quale le uniche donne a essere escluse erano le prostitute schedate che lavoravano al di fuori delle case dove era loro concesso di esercitare la professione.

Anche dal clero ci fu un’apertura verso il suffragio: il 21 ottobre del ‘45 Papa Pio XII annunciò:

“Ogni donna, dunque, senza eccezione, ha, intendete bene, il dovere, lo stretto dovere di coscienza, di non rimanere assente, di entrare in azione […] per contenere le correnti che minacciano il focolare, per combattere le dottrine che ne scalzano le fondamenta, per preparare, organizzare e compiere la sua restaurazione”.

Oggi, con le “quote rosa” e la partecipazione attiva delle donne alla vita politica del Paese, è bene ricordare quegli eventi.

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