32esimo anniversario della morte di Giorgio Almirante che portò l’italianità nella politica

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“La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l’Europa o va a destra o non si fa.”

Così diceva Giorgio Almirante, morto il 22 maggio1988, ex dirigente del regime fascista, divenuto nel dopoguerra fondatore del Movimento Sociale Italiano (MSI).
Grande politico italiano, galantuomo e bravo oratore, era rispettato anche dagli avversari politici.

Giorgio Almirante è stato un padre della Patria e il suo ricordo, insieme a quello dei valori che portava avanti, oggi sarà nelle preghiere di molti.

È il 32mo anniversario dalla scomparsa, in questo periodo di pandemia che nega persino la possibilità di potersi radunare in tanti a messa.

Non ci sarà il rito religioso – ha fatto sapere Assunta Almirante – “per garantire la sicurezza di tutti ed evitare assembramenti”.

Almirante nacque a Salsomaggiore, in provincia di Parma, il 27 giugno 1914. Il padre, attore, direttore di scena e poi regista del cinema, aveva ascendenti dell’alta nobiltà di Napoli. Il piccolo Giorgio visse quindi i suoi primi anni seguendo la famiglia da una città all’altra, fino a che gli Almirante si stabilirono a Torino, dove iniziò gli studi, e poi a Roma dove Giorgio frequentò la facoltà di lettere.

Parallelamente agli studi, intraprese la carriera di cronista praticante presso “Il Tevere”, quotidiano fascista, fino al luglio 1943. Conseguita la laurea in lettere e l’abilitazione all’insegnamento di materie classiche, dopo sei anni di praticantato gratuito, venne nominato dal direttore Interlandi caporedattore e, poco dopo, anche segretario di redazione della nuova rivista “La Difesa della razza”. Militò nelle organizzazioni giovanili fasciste, ma durante il regime non andò oltre la carica di fiduciario del GUF della facoltà di lettere dell’università di Roma.

Almirante, durante il periodo della Repubblica di Salò, salvò dalla deportazione in Germania un suo amico ebreo e la famiglia di questo, nascondendoli nella foresteria del ministero della Cultura popolare a Salò.
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, Almirante fu coinvolto anima e corpo.

Si offrì anche volontario per il fronte dell’Africa settentrionale e, a tal fine, si fece nominare corrispondente di guerra. Ottenne anche la croce di guerra al valor militare.

Tornato poi a Roma, riprese il suo posto di caporedattore del Tevere.

La mattina del 26 luglio 1943, quando Mussolini cadde, mentre ci furono numerose defezioni fra i fascisti, molti dei quali passarono improvvisamente al fronte democratico, Almirante rimase coerente e rifiutò.

Dopo, l’8 settembre, dalla notizia dell’armistizio, si arrese con l’onore delle armi e fu lasciato libero.

Il 26 dicembre 1946, Almirante partecipò alla riunione costitutiva del “Movimento sociale italiano” (MSI), che si svolge a Roma nello studio dell’assicuratore Arturo Michelini.

Nel corso delle varie legislature della Repubblica, Almirante si distinse in battaglie ostruzionistiche.

Fu eletto segretario del MSI dopo i primi due congressi nazionali del partito (1948 – 1949).

Nel 1969, alla morte di Michelini, il gruppo dirigente del MSI elesse Almirante segretario nazionale all’unanimità.

Da allora fu sempre impegnato in politica, finché, nel luglio 1984, Almirante annunciò la propria intenzione di lasciare la segreteria per ragioni di salute, ma il partito gli chiese quasi all’unanimità di recedere da tale proposito. L’anziano leader acconsentì a rimanere in carica ancora per un biennio.

Almirante, poi, assunse personalmente la carica di direttore politico del Secolo d’Italia.

Il 12 maggio 1985 il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali il 6,5 per cento dei voti (suo massimo storico in questo genere di consultazioni).

Portò l’italianità nella politica. In questo periodo doloroso per l’Italia sarebbe stato comunque felice di vedere l’amor di Patria e di sentire cantare l’inno nazionale  dai balconi .

A Viterbo, la circonvallazione che abbraccia la città è dedicata a lui.

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