50 anni di Tuscia Dialettale: Viterbo e la sua “lingua”

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“Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà”. Così scriveva Pier Paolo Pasolini in “Dialetto e poesia popolare”.
La linguistica equipara i dialetti alla “lingua ufficiale”: tutti dialetti “romanzi” in effetti provengono da un’unica lingua madre: il latino. Non soltanto: l’italiano non è che uno dei dialetti post-latini: il fiorentino del Trecento.

Ma i dialetti sono non soltanto un sistema di comunicazione verbale: sono i tratti identitari del territorio. Un patrimonio da conservare e onorare. Il “vetorbese” possiede un elemento di nobiltà molto importante. Come il fiorentino del Trecento è diventato lingua ufficiale italiana grazie all’uso che ne hanno fatto Dante, Petrarca, Boccaccio etc. anche la nostra lingua identitaria vive grazie ai poeti dialettali viterbesi.
L’Associazione Tuscia Dialettale di Viterbo, che compie quest’anno 50 anni, promuove e diffonde il valore della poesia dialettale che, con l’immediatezza e il colore delle sue immagini, fa rivivere tradizioni del passato ed emozioni. Far conoscere e amare la poesia dialettale anche ai bambini, gli usi e le tradizioni del passato fra le nuove generazioni è un modo per farle rivivere.

L’associazione Tuscia Dialettale

È nelle nostre radici più profonde che troviamo il senso della realtà attuale. Il Natale di una volta e la festività odierna: tra differenze e le contraddizioni, l’animo umano si trova ad accogliere la nascita di Gesù con la stessa grande emozione, anche grazie alla poesia dialettale che, a volte con nostalgia e spesso con quell’ironia che Trilussa e Belli ci hanno insegnato, riesce a trasformare i sentimenti in immagini, le emozioni in versi, l’umanità in un grande presepe. Grazie al presidente della Tuscia dialettale Franco Giuliani, ai poeti dell’Associazione, alla Banda del racconto e a chi promuove le iniziative legate alla diffusione del dialetto, il “vetorbese” resterà , come “lingua della nostra città”, ad emozionare vecchie e nuove generazioni, unite dalla tradizione e dalla bellezza di un idioma, che porta il passato nel presente e in un futuro migliore, perchè “la storia siamo noi”.
Di noi resterà un ricordo, o forse una poesia. Delle bellissime esperienze diffuse dall’Associazione Tuscia Dialettale rimarranno emozioni, versi, calore e riconoscenza.

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