Una concentrazione di pannelli di silicio alle porte di Viterbo, un vero e proprio assedio

“500 ettari di terreni agricoli ‘convertiti’ a fotovoltaico”, la Ciambella lancia un appello al commissario Scolamiero

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Una porzione dell'impianto di 135 ettari tra Grotte Santo Stefano e Celleno, nella parte vicina a Grotte

Dopo i molti e reiterati appelli appassionati, ma inascoltati, rivolti a Comune, Provincia e Regione a valutare con attenzione l’impatto cumulativo delle richieste per installare impianti fotovoltaici alle porte della città, ora Luisa Ciambella si appella al commissario prefettizio Antonella Scolamiero.

Il paesaggio circostante all’area dove è previsto l’impianto di fotovoltaico in località Spessa e Pozzitella (66 ettari)

L’esponente dem riassume la situazione, che ha la portata di un vero e proprio assedio.

“Oltre 500 ettari di terreni agricoli intorno a Viterbo “convertiti” a fotovoltaico. Viterbo, famosa nel mondo per le sue mura medievali, cinta da una distesa di pannelli di silicio: questo lo scenario che si va delineando. E’ da mesi che intervengo segnalando alle istituzioni locali (Comune, Provincia e Regione) i rischi e i pericoli che corre un territorio a vocazione turistica e agricola come il nostro rispetto al continuo rilascio di nuove autorizzazioni per le rinnovabili industriali. Invano”.

Cerchiata in rosso la zona dove è previsto l’impianto in via Camorelle (70 ettari), verso Castel d’Asso

Dichiarandosi “certa di trovare interlocutore sensibile e attento, ho scritto ora una lettera al commissario prefettizio Antonella Scolamiero, di recente insediatasi al Comune di Viterbo, per chiederle un incontro e sottoporre alla sua attenzione i procedimenti relativi a quattro impianti fotovoltaici in arrivo nel nostro territorio comunale. Ve li elenco: un impianto di 135,46 ettari tra Grotte Santo Stefano e Celleno; un impianto di 70 ettari in via Camorelle, verso Castel d’Asso; un impianto di 66,2 ettari tra Viterbo e Montefiascone (località Spessa e Pozzitella); un impianto di 10 vicino al carcere di Mammagialla. Progetti che se saranno autorizzati andranno a sommarsi a quelli già approvati nel corso degli ultimi due anni: 101 ettari in località Cipollaretta; 73 ettari in località Rinaldone; 17,5 ettari in località Petrignella; 8,53 ettari in località San Cataldo e 93 ettari a Pian di Giorgio, l’impianto nei pressi di Ferento, per intenderci”.

L’impianto previsto vicino al carcere di Mammagialla (10 ettari)

La richiesta di intervento anche in virtù dell’approssimarsi di scadenze importanti per gli iter di alcuni dei nuovi impianti.

“Il 21 gennaio è previsto il tavolo tecnico sull’impianto tra Grotte e Celleno, mentre il 28 gennaio si svolgerà la prima seduta della conferenza dei servizi per l’impianto di Spessa e Pozzitella”.

“La dottoressa Scolamiero – prosegue la Ciambella – conosce benissimo la nostra provincia, con le sue bellezze. Ma rispetto agli anni in cui è stata prefetto, seppur recenti, il nostro territorio ha vissuto una trasformazione epocale a causa della concentrazione senza eguali di impianti Fer (Fonte energia rinnovabile). Una transizione ecologica al contrario, come dimostrano i rapporti Ispra-Snpa che vedono la Tuscia tra le prime province d’Italia per consumo di suolo (mentre l’Europa ci chiede di azzerarlo entro il 2050, data anticipata dal ministro della Transizione energetica al 2030). Senza tenere conto che la Tuscia ha addirittura superato gli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili previsti dal Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e clima)”.

“Una situazione sfuggita di mano al Comune di Viterbo, come dichiarato dallo stesso ex assessore all’Urbanistica. – stigmatizza – Per questo ad aprile scorso il Consiglio comunale aveva approvato un ordine del giorno, da me proposto, che impegnava la giunta a realizzare un “piano regolatore” delle rinnovabili. Piano che doveva essere presentato entro tre mesi, e che magari avrebbe potuto impedire di autorizzare un impianto di quasi cento ettari vicino Ferento, seppure in area priva di vincoli. Ma della sua stesura a dicembre ancora non si sapeva nulla”.

Luisa Ciambella spiega poi il contenuto della missiva inviata al commissario prefettizio.

“Alla dottoressa Scolamiero ho chiesto di prendere in mano la questione relativa alle rinnovabili, dando impulso agli uffici affinché in tempi brevi venga ultimato il piano regolatore. Ho evidenziato inoltre la necessità che nel formulare i propri pareri rispetto ai nuovi progetti, il Comune di Viterbo tenga conto dell’effetto cumulativo con tutti gli altri impianti già autorizzati. Non si possono continuare a sacrificare centinaia di ettari di terreni agricoli, dicendo che gli enti locali hanno le armi spuntate. Non è così. E infine, la richiesta al commissario di farsi portavoce presso la Provincia per l’istituzione di un tavolo permanente sulle rinnovabili industriali, aperto ad associazioni, cittadini, Comuni e società proponenti”.

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