9 anni senza Whitney Houston, “the voice”

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“The voice”: una voce unica, una bellezza elegante, una vita tragica. Da 9 anni non c’è più Whitney Houston, dall’undici febbraio 2012.

Il suo vero nome era Whitney Elizabeth Houston. È nata a Newark (New Jersey) il 9 agosto 1963. Viene scoperta, mentre canta nella chiesa, da Clive Davis, uno dei nomi più influenti della discografia internazionale.

Dopo un’infanzia difficile, in cui fu costretta a subire molestie, arriva
il successo planetario e infine la morte precoce: viene trovata senza vita nella vasca da bagno della Suite 434 del Beverly Hilton Hotel, sulle colline di Hollywood.

La polizia segnala, poco distante dal cadavere, la presenza di una bottiglia aperta di champagne e di un cucchiaio con una «sostanza cristallina bianca».

Alcune settimane dopo, il referto dell’autopsia attribuisce la morte della Houston ad «annegamento accidentale» causato da un’overdose di droga, farmaci e alcol. A 48 anni la sua voce si è spenta, ma per sempre.

Quella voce l’aveva fatta conoscere ovunque, amare dal pubblico e le aveva permesso di vincere tantissimi premi.
La riascoltiamo oggi, e ci dà gli stessi brividi di allora. Niente e nessuno, neanche la violenza e la droga, sono riuscite a deturparla.

Nel giugno del 1987 la 23enne, divenuta una star, grazie al successo del primo disco, pubblica il suo secondo album, “Whitney”.

Fin dal primo singolo, “I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)”, colpisce il bersaglio del successo, conquistando il primo posto della classifica di vendita;
duecento milioni di dischi venduti nel mondo (nel 2009 Whitney Houston entra nel Guinness World Records come la donna più premiata di tutti i tempi).

Un film indimenticabile nel 1992 la consacra e la rende immortale, The Bodyguard, con il singolo I Will Always Love You.

In amore è tormentata: dopo aver avuto una relazione con Robyn Crawford, conosciuta a 16 anni, sua storica assistente e amica, la Houston, bellissima, con la sua pelle ambrata e il fisico da fotomodella, frequenta il comico Eddie Murphy; ma è Bobby Brown, cantante e musicista R’n’B, che sposa il 18 luglio 1992.

Sembra felice con lui. La figlia Bobbi Kristina nasce un anno dopo le nozze.  Bobby ha già tre figli da due precedenti relazioni, ha problemi di droga e con la giustizia e da giovane ha militato in una gang. È abituato a essere brutale: glielo ha insegnato la sua vita di strada. Infligge a Whitney violenze fisiche e psicologiche, la picchia: spesso la diva appare con il volto tumefatto, le labbra spaccate, contusioni.

I suoi occhi diventano sempre più tristi. La sua ultima apparizione in pubblico risale al 9 febbraio 2012, due giorni prima di morire: partecipa a una serata organizzata per i premi Grammy, a Hollywood. Canta Jesus Loves Me in duetto con Kelly Price, ma appare fuori forma. Poi la tragica morte.

Il 31 gennaio di tre anni dopo, la figlia Bobbi Kristina, 22 anni, viene ritrovata dal fidanzato Nick Gordon priva di conoscenza nella vasca da bagno della loro villa ad Atlanta, in Georgia. Corsi e ricorsi. In corpo ha un cocktail letale di alcol, droga e farmaci. Ha subito danni cerebrali irreversibili: muore dopo sei mesi di coma, il 6 luglio, senza avere mai ripreso conoscenza.

Di Whitney rimangono le canzoni, i films, le immagini di un fiore maltrattato. Ascoltando la sua voce, sembra che non sia mai andata via.

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