A 31 insegnanti su 3122 l’esame sierologico ha dato esito positivo

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Viterbo-È in corso l’indagine di sieroprevalenza offerta gratuitamente agli insegnanti. Molti docenti si sono recati e stanno andando in questi giorni alla Asl, per sottoporsi all’esame sierologico.

Fra i 3122 docenti della provincia di Viterbo che volontariamente hanno aderito, solo 31 hanno avuto esito positivo nel referto arrivato loro direttamente on line, tramite le credenziali da inserire o ritirato personalmente.

Ciò significa comunque che essi sono già negativizzati e che il loro organismo ha avuto a che fare nei mesi passati con il Covid-19.

Coloro che risultano essere positivi all’esame sierologico vengono sottoposti di prassi al tampone nasofaringeo che dovrebbe rivelare, se per caso ci fosse, la malattia in atto. Tutti i 31 suddetti docenti sono risultati negativi al tampone e quindi non sono malati, né rischiano di contagiare.

I test sierologici permettono di individuare la presenza di anticorpi al virus SARS CoV-2.

È del 29 aprile la pubblicazione di uno studio che conferma lo sviluppo degli anticorpi in tutti i pazienti che si sono ammalati di COVID-19.

Pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Medicine, l’indagine rivela come tutti coloro che hanno contratto il virus SARS-CoV-2 hanno sviluppato delle immunoglobuline che possono proteggere da una seconda infezione. Una scoperta importante, che dà sostanzialmente il “via libera” alla realizzazione dei test sierologici per individuare la presenza di anticorpi nella popolazione.

La grande corsa allo screening sierologico rimane tuttavia tema di grande discussione: quanto dura l’immunità? Qual è il grado di affidabilità dei test?

Esistono in realtà tre tipologie di test sierologici: qualitativi, semi-quantitativi, quantitativi.

La sostanziale differenza sta nella metodologia di analisi:

nei test qualitativi si stabilisce solo se una persona ha sviluppato o meno degli anticorpi, secondo una logica positivo/negativo; nei test quantitativi vengono dosate le quantità di anticorpi.

I test qualitativi sono test rapidi, in cui è sufficiente una goccia di sangue, I test sierologici quantitativi, invece, richiedono un prelievo di sangue e uno specifico analizzatore in dotazione alle strutture sanitarie.

Differente sembrerebbe anche il grado di affidabilità dei test.

I test quantitativi, che hanno un elevato grado di affidabilità e accuratezza, utilizzano sistemi di rilevazione con chemiluminescenza (CLIA) oppure sistemi immunoenzimatici (ELISA).

A prescindere dalla modalità di rilevazione, i test sierologici vanno a indagare la presenza degli anticorpi del virus SARS-CoV-2 nel sangue.

Esistono cinque tipologie di anticorpi prodotti dal sistema immunitario (IgM – IgG – IgA – IgD – IgE), ma nelle diverse fasi dell’infezione virale le più considerate sono:

IgM: prodotti nella fase iniziale, solitamente appaiono al 4°-6° giorno dalla comparsa dei sintomi della malattia e, dopo qualche settimana, scompaiono;IgG: prodotti più tardi (9°-12° giorno), rimangono all’interno dell’organismo per periodo più lungo.

Sono gli anticorpi IgG a essere indicativi dell’immunità, la cui durata è ancora un tema dibattuto e poco chiaro.

Anche la quantità di anticorpi presenti è variabile.

In alcuni pazienti la sieroconversione porta alla presenza di IgG anche al 35° giorno dalla positività al tampone. Inoltre, alla fine del percorso clinico hanno una presenza di IgG molto più bassa rispetto ad altri che hanno avuto forme gravi della malattia.

La percentuale dei positivi fra gli insegnanti della Tuscia è dell’1,5%.

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