A Berlino commercianti in rivolta annullano il coprifuoco dei locali. E qui?

Che il coprifuoco sia totale o solo in riferimento ai locali, appare come qualcosa di totalmente illogico

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Smettiamola, per favore, di prendere l’esempio europeo e sbatterlo ogniqualvolta ce ne sia occasione come “metodo” per validare un’argomentazione; questo è ciò che è accaduto nei giorni scorsi, durante i quali la misura del coprifuoco è stata sostenuta da parte del popolo e da alcune figure politiche solo perché “nel resto d’Europa si è fatto così“. A parte che non si può assolutamente dare per scontato che gli altri paesi ci azzecchino sempre (anzi, spesso, nella questione Covid, siamo stati più azzeccati noi nella scelta delle misure che gli altri) e poi, questa volta, interviene un fatto di cronaca che può e deve far riflettere, il quale smentisce categoricamente chi, in questo periodo, utilizza l’esempio dei “paesi avanzati” a sostegno del coprifuoco notturno o dei locali.

Ciò che è successo in Germania merita attenzione, perché ci riguarda più di quanto non sembri all’apparenza: il tribunale amministrativo di Berlino ha annullato il regolamento sul coprifuoco notturno (23-6) approvato pochi giorni fa, per via di un ricorso presentato da poco più di una decina di locali. Il provvedimento, secondo l’istituzione giuridica tedesca, sarebbe “sproporzionato” alla reale entità dei fatti, e soprattutto inutile, poiché “la chiusura dei luoghi di ritrovo non impedisce ai giovani di incontrarsi altrove, magari dove non si applicano le misure di igiene contemplate nei locali”.

La misura, che sia generale o riferita strettamente ai locali (a oggi in ogni regione si agisce diversamente), appare effettivamente del tutto illogica, e le ragioni tese a supporto potrebbero essere numerosissime: tanto per cominciare, viene attribuita la colpa del contagio al periodo di tempo (la notte) in cui la gente si incontra meno, e sicuramente in un numero tanto minore che si può dire con quasi assoluta certezza sia almeno la metà, rispetto al contatto tra persone che avviene di giorno.

E poi si continuano a non prendere in considerazione i veri momenti di diffusione epidemica, con misure assolutamente illogiche: restringere, ad esempio, gli orari degli uffici che svolgono mansioni necessarie per i cittadini (es. anagrafe, immigrazione, ecc.) portano le persone a trovarsi, per forza di cose, tutte ammassate proprio in quelle poche ore che, ahimé, sono state scelte con il fine opposto. Per quanto riguarda scuole, mezzi pubblici… Già se ne è parlato fin troppo.

Sembra che il governo non sappia davvero più dove sbattere la testa, e abbia iniziato a dare i numeri facendo esattamente l’opposto di quello che sarebbe ovvio fare. Ma tutto questo, c’è da starne certi, gli si ritorcerà sicuramente contro durante le prossime (purtroppo lontane) elezioni. Fino a quel momento, signori miei… Si salvi chi può! E i commercianti, come in Germania… Facciano valere le proprie posizioni!

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