”A Gauche”: ”Facciamo nascere una grande vertenza Civitavecchia”

''Che il prossimo 24 luglio sia una giornata di mobilitazione generale per Civitavecchia, a fianco dei lavoratori metalmeccanici, dei portuali, di tutti i cittadini vittime di un drammatico declino economico perpetrato da chi, cinicamente, ha sfruttato il territorio lasciando solo macerie''

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”Che il prossimo 24 luglio sia una giornata di mobilitazione generale per Civitavecchia, a fianco dei lavoratori metalmeccanici, dei portuali, di tutti i cittadini vittime di un drammatico declino economico perpetrato da chi, cinicamente, ha sfruttato il territorio lasciando solo macerie”. E’ quanto scrive in una nota l’associazione ”a Gauche”, che sottolinea le varie problematiche occupazionali che riguardano Civitavecchia. ”La terribile trappola in cui un’intera città è stata trascinata, quella del ricatto salute – lavoro, sta dando i suoi frutti più aspri: inquinati, ammalati e senza lavoro! Lo sgomento che si leggeva la scorsa settimana sui volti dei lavoratori raccolti intorno al tavolo della conferenza stampa organizzata da sindacati ed operatori, per denunciare il grave stato di crisi dei principali bacini di lavoro, Porto ed Enel, ha girato il coltello in una piaga già profonda che rischia di non più rimarginarsi. Ricordiamo tavoli simili – prosegue l’associazione – quando d’un colpo fu cancellato il servizio navigazione delle Ferrovie dello Stato; quando le scelte sullo scalo portuale eliminarono ogni fonte di attività produttiva che creasse lavoro qualificato: Civitavecchia è stata una fucina di mano d’opera d’eccellenza ed ascoltare oggi le parole dell’AD di Fincantieri che non riesce a trovare 6000 saldatori, aggiunge al danno la beffa in un territorio privato gradualmente di ogni fonte di produzione di lavoro. Un Porto privo di guida che non dà lavoro, Enel che procede indisturbata nei suoi progetti di conversione e riconversione, per nulla preoccupata di fare i conti con una città che tanto paga in termini di salute e aggressione ambientale, istituzioni assenti ed insufficienti: questa è la realtà con cui fare i conti non è più rimandabile. Non è più il tempo delle chiacchiere e delle letterine, è il tempo della lotta. È il tempo di ristabilire rapporti di forza adeguati tra la comunità inquinata, disoccupata e stremata, e la pressione dei grossi poteri economici cui è stata lasciata completamente mano libera per perseguire i propri privati interessi. Nasca una nuova solidarietà per una grande vertenza Civitavecchia, che coniughi lavoro e salute”.

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