A Palazzo dei Priori va in scena il 40esimo anniversario dell’Aipd

Si è svolto oggi presso la sala Regia l’incontro dedicato al quarantesimo anniversario dell’associazioni dell’Associazione italiana persone down.

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Si è svolto oggi presso la sala Regia l’incontro dedicato al quarantesimo anniversario dell’associazioni dell’Associazione italiana persone down. Tra i presenti la presidente dell’Aipd Viterbo Anna Lupino, il sindaco Giovanni Arena e l’assessora ai sevizi sociali Alessandra Sberna. Durante l’incontro sono state consegnate quattro targhe ai soci fondatori dell’associazione.

L’evento inizia con le parole di Stefania Fioravanti, presidente del comitato Unicef Viterbo. Il suo intervento è dedicato a Leda Pasquali (fondatrice dell’associazione persone down), mamma di Paoletto e Giuseppe Foti. “Un viaggio che ha unito una mamma e un preside dall’animo grande verso i suoi studenti, specie quelli bisognosi di attenzioni, tra cui anche Paoletto, E’ stata Leda la prima a comprendere, in città, l’importanza dell’associazionismo, un mezzo utile per coinvolgere famiglie e risolvere i problemi. Fu lei a creare la sezione cittadina nel 1979 Aipd, che allora si chiamava Bambini down, seguita poco dopo da Foti che portò a Viterbo l’Unicef. Una scelta univoca che li ha uniti”. 

Interviene per un saluto anche il sindaco Giovanni Arena, le sue parole sono rivolte ai ragazzi seduti in prima fila. “Saluto e ringrazio tutti voi e ricordo il grande ruolo che svolge l’associazione per questa comunità. Sono un’insegnante e negli anni ho avuto come allievi tanti amici come voi e con loro ho passato i momenti più belli, imparando soprattutto ad amare, partecipando con gioia ai loro successi. Se avrete bisogno del sindaco venite e sarò sempre presente”, conclude il sindaco.

Dopodiché è il turno della presidente Aipd Anna Lupino: “Siamo 25 soci, genitori, per lo più, di ragazzi adulti, che sono coinvolti in diversi corsi. Cerchiamo di seguire con attenzione le indicazioni che ci propone il nazionale e collaboriamo con tante realtà del territorio. Personalmente – continua – ricordo quando mi dissero della sindrome di Martina era appena nata e crollai nel dramma ma una cugina mi presentò l’associazione. All’inizio la rifiutai e Leda mi disse ‘fai come ti senti, sei libera, noi siamo qui’. A distanza di anni sono qui a raccontare quanto di buono si riesce a fare e per questo invito tutti i genitori, magari di bimbi piccoli, che dovessero trovarsi nella mia stessa situazione, che provano ora quello che io provai anni fa di venirci a trovare, ora sono io a dire ‘noi siamo qui’. Ho tenuto a raccontare la mia storia perché è quella di tutti”, conclude.

La parola passa all’assessora ai servizi sociali del comune di Viterbo: “L’emozione di Anna ci ha fatto riflettere e ragionare sulla situazione di questi figli, ma voglio sottolineare come questi nostri ragazzi viterbesi sono i più medagliati tra tutti i concittadini”, dice Antonella Sberna. “E’ una sezione che lavora e lo dimostra. Come amministrazione siamo pronti ad affrontare la coprogettazione e quello che ritenete importante nel Dopo di noi. Proveremo a dare risposte reali e tangibili”.

Durante l’evento è stato proiettato il video del Down tour accompagnato dalle testimonianze dei ragazzi protagonisti della giornata. Interviene Fabiana, l’autrice della poesia “I miei occhi vedono”. Poi è il turno di Jacopo, socio da quando aveva 15 anni: “Sono socio dell’associazione, ho trovato un luogo dove darmi da fare, frequentare corsi, imparare ad essere autonomo, ora lavoro e sono findanzato con Giovanna”.

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