A pranzo un gelato? Si ma…

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Fa caldo, abbiamo poco tempo per mangiare perché non pranzare con un bel gelato rinfrescante ?

Come tutte le regole, le eccezioni sono ammesse, e di questo stiamo parlando; il gelato deve essere considerato  una rarità come sostituto del pasto, perché dal punto di vista nutrizionale non copre tutti i fabbisogni nutritivi; troppi zuccheri semplici, assenza totale di fibre, pochi nutrienti e poche  vitamine utili al nostro organismo per far sopportare l’afa estiva…

Le calorie? Certo, sono sicuramente  poche rispetto ad un pasto quotidiano ma non sufficienti per  farci arrivare a cena tranquillamente senza cali glucidici ( da colmare poi con qualche altro dolcetto … )  

D’altra parte però, come tutti gli altri dolci è meglio non mangiarli a fine pasto perché rallentano e complicano la digestione rendendola difficoltosa e creando fenomeni fermentativi importanti.

Se si hanno problemi di sovrappeso poi,  meglio evitare il gelato soprattutto a cena perché faciliterebbe l’apposizione di grasso intorno alla pancia.

Proibito poi per chi soffre di colite, il freddo stimola il riflesso gastrocolico e l’attività muscolare dell’intestino tenue; controindicato ovviamente anche ai diabetici o a chi ha problemi di calcoli alla colecisti.

In conclusione non è da farci l’abitudine, ma se proprio non resistiamo a tanta fresca dolcezza, meglio lontano dai pasti, a merenda per esempio. Ricordiamoci che danni minori li possiamo fare con quelli alla frutta, in genere senza latte, e con i gelati artigianali che a parità di peso contengono meno zuccheri e meno grassi degli industriali.

 

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