A Rieti una raccolta firme per il “Reddito di maternità”

Negli uffici del Comune di Rieti si può firmare fino al 9 aprile la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal movimento “Il Popolo della Famiglia” per istituire il “Reddito di Maternità”.

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Negli uffici del Comune di Rieti si può firmare fino al 9 aprile la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal movimento “Il Popolo della Famiglia” per istituire il “Reddito di Maternità”.

Il disegno di legge depositato in Corte di Cassazione consta di un solo articolo che racchiude in sé la rivoluzionaria iniziativa a sostegno della natalità: l’istituzione di una indennità di maternità per le mamme che lavorano esclusivamente in ambito familiare.

Per i primi otto anni di vita del figlio o dalla sentenza di adozione che riconosce una maternità adottiva, la mamma riceverebbe dodicimila euro annui netti privi di carichi fiscali o previdenziali. La durata di otto anni ripartirebbe alla nascita di ogni figlio. Alla nascita del quarto figlio l’indennità riconosciuta alla madre diventerebbe vitalizia. Prevista una indennità vitalizia anche in caso di nascita di figlio disabile, sempre in occorrenza del pre-requisito della attività esclusiva di lavoro di cura familiare scelto dalla madre.

In caso di assunzione di impegni lavorativi esterni alla cura familiare, l’indennità di maternità si interromperebbe.

Secondo quanto previsto dai promotori, la richiesta potrebbe essere avanzata esclusivamente da madri cittadine italiane.

La proposta di legge prevede lo stanziamento di 3 miliardi annui dal fondo della presidenza del Consiglio per la famiglia e le pari opportunità nel triennio 2020-2022.

L’obbiettivo per il “Popolo della Famiglia” è combattere la denatalità in un paese come il nostro che sta invecchiando e dove il saldo tra i nati e i morti è costantemente negativo, dando un riconoscimento sociale alla maternità e alla cura della famiglia. Allo stesso tempo, dal punto di vista valoriale, i promotori vogliono “mettere al centro la cultura della vita e la figura della donna madre, contro i falsi diritti spacciati come forme di liberazione delle donne, a partire da quello all’aborto e alla “emancipazione” dai ruoli familiari”.

Oltre che in Piazza Vittorio Emanuele II a Rieti, nella nostra provincia è possibile firmare la proposta di legge presso i comuni di Cantalupo, Contigliano, Cittaducale, Fara in Sabina, Magliano Sabina, Montopoli, Poggio Mirteto, Poggio Moiano, Poggio Nativo, Scandriglia.

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