Ristoranti aperti fino alle 22. Bar, gelaterie e pasticcerie fino alle 20

A Sutri scatta la rivoluzione di Sgarbi, ariete controcorrente

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Il direttore Giovanni Masotti

Avrà mille difetti il Vittorio nazionale. Irriverente, incazzoso, bastian contrario, Don Chisciotte. Piaccia o non piaccia – come dimostra l’ ultima sua decisione, di cui stiamo per parlarvi – lo Sgarbi deputato, sindaco, critico d’ arte, storico fa parlare di sé con le sue alzate di ingegno un giorno sì e uno pure. E si tratta sempre di qualcosa di visionario – esagerato talvolta – ma che tiene comunque in prima linea, e considera, i bisogni della gente, i suoi umori, le sue istanze.

Stavolta Vittorio da Ferrara, che non ha paura di niente e di nessuno, ha frontalmente sfidato il pallido e irresoluto Conte – l’ avvocaticchio che oscilla – e, in qualità di primo cittadino di Sutri, gli ha rovesciato subito addosso come olio bollente un’ ordinanza che fa giustizia delle angherie che vaste categorie di lavoratori e imprenditori italiani, in questo caso ristoratori e baristi, stanno subendo a causa dell’ ultimo scellerato DPCM del premier.
Conte intima ristoranti e bar chiusi alle 18, avviando a morte certa o a vita stentata quelle centinaia di migliaia di esercizi “colpevoli” di aver rispettato le regole del distanziamento anti-Covid e spendendoci per ottenerlo un fracco di quattrini? Sgarbi parte lancia in resta e, almeno nella ridente cittadina della Tuscia (dove può), somministra ossigeno a quei poveretti in angoscia, deliberando una chiusura spostata in avanti: le 22 per i ristoranti, le 20 per i bar, le gelaterie e le pasticcerie: qualcosa di sicuramente più sensato e meno giugulatorio, che regala un pò di speranza a quegli operatori. E adesso se la prendono e inveiscono contro Vittorione perché tenta di dare una mano al popolo? Facciano pure. Ma è lui interprete della sensibilità nazionale, non i Conte o gli Speranza, responsabili – loro sì – di aver spalancato le porte della seconda ondata del virus con la loro ignavia e la loro incompetenza: lo sapevano che sarebbe arrivata. E non hanno mosso un dito per prevenirla! E adesso mettono ko la gente e se la trovano dovunque in piazza a protestare e a urlare la loro rabbia.

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