La società ha speso 90mila euro per acquistare pc e smartphone da dare ai propri dipendenti, il tutto mentre diversi cittadini segnalano aumenti nelle bollette

A Talete spese pazze per lo smart working, nel frattempo bollette in aumento

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La sede di Talete Spa a Viterbo
A Viterbo vogliamo evidentemente diventare la “città del paradosso” e no, il riferimento non è al Paradosso di Pianoscarano. Paradosso è la parola esatta per definire la scelta di Talete, società che gestisce il servizio idrico viterbese.
Di recente, infatti, è saltato fuori il caso delle spese pazze in riferimento ai 90mila euro spesi da Talete per comprare tablet e smartphone da destinare ai propri dipendenti che lavorano in smart working. Per l’esattezza, la società ha speso 73mila euro più Iva per 42 Pc e 53 smartphone.
La vicenda rasenta il paradosso perché è davvero assurdo constatare che una società che naviga da tempo in brutte acque finanziarie abbia a disposizione, nel proprio budget, 90mila euro per acquistare smartphone e tablet ai propri dipendenti. Oggi, mentre il mondo – Talete inclusa – affronta un periodo di gravissima crisi economica, un ente che non riusciva da prima a far quadrare i propri conti si può permettere il “lusso” di fare certe spese?
A portare il caso in Consiglio comunale è stata Luisa Ciambella (Pd), che si è rivolta al sindaco: “Le pare opportuno, in un momento del genere e con i conti della società in rosso, andare a fare queste spese?”, ha domandato la consigliera.
”D’altronde – prosegue la Ciambella – è giusto che i dipendenti di Talete possano avere tutti i diritti che la legge garantisce loro al fine di svolgere un servizio di altissimo livello, come quello che la società offre quotidianamente. Diritti che tanti altri lavoratori pubblici e privati non hanno avuto e non avranno, come testimonia anche la scelta del Comune di Viterbo di non affrontare questa spesa e di destinare le risorse, ad esempio, per i dispositivi per la connettività nelle scuole”.
Ma Talete è nell’occhio del ciclone anche perché in questi giorni molti viterbesi hanno segnalato sui social e non solo gli aumenti delle bollette.
Ovviamente, quando si parla di bollette, ci sono da considerare conguagli, metri cubi da fatturare e quote fisse (che in alcuni casi aumentano di quasi un euro), per questo evitiamo di tuffarci in una disamina di casi non uniformi tra loro. La cosa certa è che da parte di Talete c’è scarsa, scarsissima comunicazione nei riguardi dei cittadini. I dirigenti non sembrano avere la benché minima intenzione di attivare, come fatto invece da molti altri enti, un’area dove vengono pubblicate risposte alle Faq, ovvero le domande che vengono chieste più frequentemente. Così si rischia di far inferocire i viterbesi senza neanche spiegare loro le motivazioni degli aumenti nelle bollette, se questa è la strategia dei vertici Talete ben venga, anzi, in bocca al lupo.

 

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