A Viterbo, dove impera il degrado, va in scena la “guerra delle cacche”

Sulla "querelle" che ha tenuto banco negli ultimi giorni arriva il contributo di un lettore che ha voluto dire la sua

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Sulla dibattuta questione della mappatura canina lanciata da Roberto Talotta è intervenuto anche un nostro lettore che ha inviato un suo contributo.

“Non poteva mancare, dopo l’ottimo romanzo per ragazzi ‘La guerra dei bottoni’ di Pergaud, “La guerra delle cacche’ di Viterbo.

Un tema attuale, pregnante, su quale ho letto l’avvincente e dotta nota del signor Talotta, quanto subito dopo apparso in tema, ed allora mi permetto di portare il mio modesto contributo.

Conosco ed apprezzo da anni l’impegno sociale e l’acume del signor Talotta, ma ho vissuto fin troppo a Viterbo per non sapere: una città dove negli anni ‘90 è teoricamente, e di fatto, fallita una banca, mai si è saputo come, nonostante indagini ciclopiche ( sì, con un occhio solo), un processo a reati prescritti e lo sberleffo della pubblica opinione.

Una città dove la sanitá è in mano di chi, in tre anni, ha gravato di 18 milioni di € la già cospicua mobilitá passiva; una cittá dove una volta c’era la Villa Comunale di Prato Giardino ed ora se ne ammirano i resti ed i ruderi, tristi e malinconici; una cittá che ha il ‘Corso Italia’ trapanato dai veicoli, e sede di parcheggio notturno e fino a giorno inoltrato.

Una cittâ dove il nuovo ospedale è già vecchio, perchè iniziato nel ‘70, ma mai ultimato, nonostante i proclami di tanti Carneade; una città che…., ma è meglio che mi fermi qui e lasci un piccolo consiglio: tanto dice che “porta bene” e allora ?

Pestiamola pure, inavvertitamente, questa cacca di cane, vuoi vedere che gira gira porterà bene pure a Viterbo?

Luigi Riccardo Storcé

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