Domani sera mezzo mondo seguirà la finale europea tra Inghilterra e Italia

A Wembley cresce il sospetto. Troppi favoritismi per i leoni di Sua Maestà. Ma noi crediamoci fino all’ultimo!

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Noi, come tutti gli italiani, continueremo a tifare per gli azzurri di Mancini fino all’ultimo secondo.

Il direttore di lamiacittanews.it Giovanni Masotti
Il Direttore Giovanni Masotti, foto di Erika Orsini

E a sperare, sperare, sperare in questa fresca e compatta nazionale risorta miracolosamente dalle ceneri. La nostra è una forza che si dispiega alla luce del sole. Niente favoritismi. Niente aiutini. Niente strizzatine d’ occhio. Possiamo dire con obiettività che per i nostri avversari, gli inglesi, sia la stessa cosa? No, non possiamo dirlo. Certe volte sembra che questo agognato titolo europeo sia stato deciso a tavolino,  grazie ad un inconfessabile accordo tra UEFA e governo di Londra. Troppi piatti cucinati a puntino, troppe coincidenze, troppi “biscotti”. E allora nasce e si consolida IL SOSPETTO. Vengono brividi di rabbia ad elencare alcuni dei fattori che fin qui hanno sospinto in avanti i bianchi di Albione. E subentra il timore che qualcosa non quadri. Perché tutte le partite del torneo tranne quella dell’ Olimpico sono state giocate tra le mura amiche di Wembley, così come accadrà per la finale? Perché la semifinale con la Danimarca è stata decisa da un rigore inventato, o quantomeno dubbio, a favore di Kane e compagni? Perché si è chiuso colpevolmente un occhio di fronte al dilagare in Inghilterra della variante Delta del virus e si è insistito sulla scelta di Wembley come campo di battaglia per la superfinale? Perché non si è cambiata sede evitando anche terribili rischi per la salute collettiva? Nulla di tutto questo è stato fatto e, sì, IL SOSPETTO cresce e si alimenta. Si vuole premiare la nazionale di Sua Maestà e far dimenticare il più di mezzo secolo in cui i “leoni” non hanno colto un solo risultato di prestigio e si sono barcamenati e consumati tra delusioni e polemiche fratricida? Eh no, non è giusto. È abominevole. Eppure IL SOSPETTO c’è, è forte, nessuno ce lo leva dalla testa. Ma noi, malgrado tutto, guardiamo avanti e cantiamo a squarciagola il nostro inno. Sappiamo che i nostri ragazzi lotteranno fino allo spasimo e che noi li incoraggeremo incuranti dei pronostici. Il compito è proibitivo, ma noi ci proviamo!

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