AAA cercansi disperatamente strisce pedonali… Belle, bianche e visibili! Possono salvare una vita.

La città delle belle donne e delle fontane non è un luogo accogliente per i pedoni

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Via Francesco Baracca

AAA cercansi strisce disperatamente. Sì a Viterbo, città delle belle donne e delle belle fontane, le strisce pedonali sono un particolare del tutto trascurabile… Scolorite, pallidissime, esangui, vorrebbero rassicurarti ed invitarti ad attraversare in sicurezza, ma proprio non ce la fanno.

Via Garbini

Certo, ci sono quelle di via Garbini su sfondo rosso, e pure rialzate. Lì ci sono addirittura dei semafori pedonali che impreziosiscono con la loro presenza l’incrocio di via Cardarelli, nuovo nodo nevralgico della città, grazie anche alla presenza degli uffici comunali dell’Anagrafe. Ma nel resto della città la situazione è proprio disperata.

La città delle belle donne e delle fontane non è un luogo accogliente per i pedoni. I marciapiedi, quando ci sono, sono pieni di spaccature e di gobbe. Trappole micidiali, non soltanto per le persone anziane.

In generale gli attraversamenti stradali, con le strisce in quelle condizioni, avvengono più per taciti e bonari accordi visivi tra pedone e automobilista che per merito di una segnaletica condivisa, che latita.

Via della Palazzina

Ti fermi davanti a quelle che un tempo erano giovani zebre pedonali, tutte belle, bianche e nere, e cominci a guardare sulla strada in cerca di una transazione amichevole con il primo automobilista di buon cuore. Guardi, guardi, l’automobilista di buon cuore che ti vede lì fermo come uno stoccafisso sotto il solleone, capisce la tua intenzione e rallenta. Ti domandi: rallenta per farmi passare, oppure perché si è distratto un attimo? No, no rallenta davvero, rallenta per me! Com’è gentile, ferma la sua corsa per me! E allora finalmente, con il cuore traboccante di gratitudine, cominci ad attraversare. Ma attenzione, ricordati che dietro all’automobilista di buon cuore può sopraggiungerne un altro che ha fretta, che non capisce perché quello davanti a lui si è fermato in mezzo alla strada. E allora lo sorpassa e, se non stai più che attento, sbam, ti può centrare proprio nel bel mezzo della via!

Via San Paolo, in prossimità della rotonda di Porta Faul

La città delle belle donne e delle fontane non è un luogo accogliente per i pedoni

La vita del pedone in città è dura e piena di insidie. Dalla buca nascosta sul marciapiede alle erbacce che impediscono il passaggio, fino alle automobili in sosta selvaggia che riescono a bloccare persino una persona normodotata che va a piedi. Non parliamo poi di chi è costretto a usare una sedia a rotelle o alle mamme che spingono un passeggino, quelle nelle situazione peggiore.

Per favore, chi amministra non pensi che queste sono piccole cose che contano poco o nulla. Non voglio esagerare o drammatizzare, ma le strisce pedonali ben tracciate, quando serve illuminate o segnalate da un lampeggiatore, possono fare la differenza tra la vita e la morte. Non importa se si tratta anche di un solo caso. Quell’unico incidente NON DEVE poter accadere e dobbiamo fare di tutto perché non accada.

Vorremmo anche invitare i cittadini a segnalare le situazioni di pericolo che incontrano nella loro difficoltosa esperienza di pedoni. Le strisce che non si vedono sono un rischio permanente. Vanno segnalate, va chiesto che vengano ripristinate con urgenza. Questo giornale è accanto a voi, pronto – se vorrete – a ospitare e trasmettere le vostre segnalazioni, a farsi promotore delle vostre esigenze.

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