Abbandonata la mascherina: il sabato sera a Viterbo è come prima dell’emergenza

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Nonostante rimanga ancora in vigore l’ultimo decreto (quello che ha dato il via alla cosiddetta “Fase 3”) e ci siano ancora (seppur remoti) pericoli di una nuova diffusione del virus dati da una certa instabilità nella riduzione dei nuovi casi nazionali, il sabato sera a Viterbo rivela una tranquillità forse troppo esagerata da parte della maggior parte degli individui, che malgrado la calca che si viene inevitabilmente a creare, hanno deciso (autonomamente) di porre fine all’utilizzo della mascherina.

Le persone hanno scelto: il coronavirus è finito, il pericolo non esiste più o, perlomeno, non è ritenuto particolarmente importante.

È vero che l’utilizzo della mascherina si richiede obbligatoriamente soprattutto nei luoghi chiusi e nei mezzi pubblici, ma il senso profondo del decreto è anche quello di garantire, attraverso l’utilizzo dei DPI, la sicurezza in tutte quelle situazioni in cui non si può assicurare il distanziamento sociale, esattamente ciò che accade a Viterbo e particolarmente nel fulcro della movida, a San Pellegrino e zone contigue.

Come si può vedere dalla foto che dà la copertina all’articolo, scattata al centro di Piazza San Carluccio, la maggior parte delle persone ha deciso di non indossarla. In proporzione, probabilmente, gli individui che decidono di muoversi mantenendo l’utilizzo la mascherina non sono neanche 1/4 della folla presente.

Non si intende fare una critica, ma un’osservazione oggettiva, ponendo allo stesso tempo un quesito: siamo davvero tanto fuori pericolo da ignorare completamente le disposizioni date in seguito a un periodo di tanti sacrifici e sofferenze?

Intanto l’economia riparte più forte di prima, e il sabato sera a Viterbo è più coinvolgente e frequentato che mai.

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