Abolizione del cambio dell’ora: avverrà in Europa ma non in Italia

Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre si passerà dall'ora legale all'ora solare. Per la maggior parte dei Paesi europei potrebbe essere l'ultimo cambio

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Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre si passerà dall’ora legale all’ora solare. Le lancette dell’orologio dovranno essere spostate indietro di 60 minuti, dalle 03:00 alle 02:00, e si guadagnerà pertanto un’ora di sonno.

Ma l’ora legale, per gran parte dell’Europa, non dovrebbe tornare più.

La maggior parte dei Paesi dell’UE ha optato per un orario unico da mantenere tutto l’anno, a differenza dell’Italia.

Il motivo della decisione presa dai Paesi del nord-Europa vedrebbe nel cambio una evitabile fonte di stress per l’equilibrio psico-fisico dei cittadini.

L’Italia, dal canto suo, ha presentato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere il sistema attuale, ossia quello noto con la divisione tra sei mesi di ora legale e sei mesi di ora solare. Questo perché dal 2004 allo scorso anno, con l’ora legale, sono stati risparmiati circa 1,7 miliardi di euro, grazie ai minori consumi di energia.
L’ultima parola spettò al Governo Conte-bis.

Perciò, nonostante la spinta dell’Europa per una decisione che accomunasse la maggior parte dei Paesi, si procederà verso una nuova divisione. Per noi non cambierà nulla, mentre, quasi di certo, per tutti gli altri verrà abolito il cambiamento orario.

Lo scenario alternativo, poco plausibile, vedrebbe i Paesi nella parte meridionale del Continente adottare in maniera fissa l’ora legale, mentre quelli al settentrione l’ora solare.

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