Abusi edilizi a Montefiascone, alla sbarra assessore all’Urbanistica e costruttore

A processo l’assessore all’Urbanistica di Montefiascone Massimo Ceccarelli, l’imprenditore edile che si occupa del cantiere

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A sx l'assessore Urbanistica di Montefiascone Massimo Ceccarelli, a dx il suo avvocato, Enrico Valentini

Reati edilizi su un fabbricato a Montefiascone. A processo l’assessore all’Urbanistica di Montefiascone Massimo Ceccarelli, l’imprenditore edile che si occupa del cantiere.

Coimputati il capo dell’ufficio tecnico Angelo Cecchetti, e altri cinque privati.
Ieri mattina, davanti al collegio presieduto da Gaetano Mautone – a latere Elisabetta Massini e Roberto Colonnello – gli avvocati di sette imputati hanno chiesto una nuova perizia sul cantiere sequestrato due anni e mezzo fa al Poggio del Crognolo, nella frazione Le Coste a Montefiascone.

Una costruzione sequestrata nel maggio 2017 dai carabinieri forestali del luogo. Il fascicolo è stato aperto dal pm Massimiliano Siddi, che il 13 agosto del 2018 ha emesso sette avvisi di conclusione delle indagini preliminari e altrettante informazioni di garanzia. “L’avviso – recitava la nota dei carabinieri forestali – riguarda violazioni alla normativa urbanistica (articoli 31 e 44 del dpr 380/01; sanzioni previste: l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5.164 a 51.645 euro), falso ideologico e abuso d’ufficio (articoli 481 e 323 codice penale).

I reati sono stati contestati a soggetti privati, titolari di ditte operanti nel settore dell’edilizia, professionisti, progettisti e direttori dei lavori, ma anche a soggetti pubblici ricoprenti cariche nel Comune di Montefiascone”. Le contestazioni fanno seguito agli accertamenti dei militari della stazione carabinieri forestale di Montefiascone, effettuati nel maggio 2017.
L’avvocato Enrico Valentini è il difensore dell’assessore e costruttore Massimo Ceccarelli (Fratelli d’Italia): “Ceccarelli non ha fatto nulla di male: nel 2015 ha comprato un lotto edificabile con un permesso di costruire (del 2010) e ha iniziato a edificare. A un certo punto lo hanno bloccato dicendo che quel permesso non era legittimo. Non capisco come possa essere indagato”. Il rinvio a giudizio è arrivato il 25 settembre scorso.

Ieri, nella prima udienza del dibattimento, Ceccarelli e Cecchetti erano assenti. I loro difensori sono Valentini per Ceccarelli e Giovanni Labate per il dirigente comunale. Il primo ha chiesto una nuova perizia dei luoghi “per verificare le reali contestazioni addebitate ai miei assistiti”. Infatti, oltre all’assessore e imprenditore, Valentini difende l’architetto che si occupa dei lavori.

Labate, dal canto suo, ha presentato anche la nota degli uffici comunali in merito alla procedura di costruzione e ai relativi permessi e autorizzazioni.
Il collegio ha rinviato il processo all’udienza del 20 maggio 2020. Saranno ascoltati cinque testimoni della pubblica accusa.

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