Abusi edilizi, l’azienda di famiglia dell’ex sindaco Cimarello dovrà demolire dei capannoni

Tegola sul capo dell’opposizione Pd in Consiglio comunale: ordinanza di ripristino dei luoghi arrivata ai figli, che potranno fare ricorso al Tar

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luciano cimarello
Luciano Cimarello, ex sindaco di Montefiascone

Altro caso di presunto abuso edilizio che colpisce il Consiglio comunale di Montefiascone. È arrivato l’ordine di demolizione di alcuni capannoni dell’azienda di famiglia dell’ex sindaco Luciano Cimarello, politico del Pd sponda panunziana (ex Ds), e capo dell’opposizione dem a palazzo Renzi Doria.
Girava da tempo la voce di un presunto caso di irregolarità (“Interventi eseguiti in assenza di concessione, in totale difformità o con variazioni essenziali”) anche dalle parti dell’opposizione: “Ma del controllo fatto dagli organi competenti nell’azienda dell’ex sindaco Cimarello non dice niente nessuno?”, si lamentavano dalle parti della triade Paolini-Leonardi-Ceccarelli che amministra Montefiascone. La maggioranza è stata toccata dalle tre inchieste che coinvolgono il superassessore all’Urbanistica e lavori pubblici Massimo Ceccarelli (Fratelli d’Italia), che a vario titolo è indagato in qualità di costruttore per presunti reati contro l’edilizia e il paesaggio (almeno in due fascicoli compare anche il nome del capo dell’ufficio tecnico comunale Angelo Cecchetti).
Ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi. Il 10 giugno scorso il responsabile del terzo settore comunale, Assetto del territorio, Angelo Cecchetti, ha firmato l’ordinanza con cui si chiede ai figli dell’ex sindaco la demolizione di quanto costruito. Nel dettaglio: “Si ordina alla signora Anna Rita Cimarello, intestataria della concessione edilizia, l’immediato ripristino dello stato dei luoghi demolendo la parte dei capannoni ricadenti all’interno della fascia di rispetto del fosso di Valferrone – iscritto nell’apposito elenco delle acque pubbliche della Regione Lazio e vincolato – in quanto realizzati in assenza dell’autorizzazione paesaggistica”.
Invece ad Alessandro Cimarello, titolare della società semplice Valferrone Avicola e di due titoli abilitativi, il caposettore ordina “l’immediato ripristino dello stato dei luoghi relativamente allo opere abusivamente attuate”, che consistono nell’aver realizzato “un capannone per allevamento avicolo in assenza di permesso di costruire, in quanto il titolo abilitativo rilasciato, come da accertamenti della polizia locale, doveva essere richiesto in sanatoria in quanto realizzato e ultimato prima del rilascio del suddetto permesso. Inoltre i permessi a costruire mancano di autorizzazione sismica”.

Luciano Cimarello in Consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione, l’azienda di famiglia dell’ex sindaco è stata colpita da un ordine di demolizione di alcuni capannoni agricoli

Il ripristino dello stato dei luoghi dovrà avvenire “entro e non oltre 90 giorni dalla notifica della presente ordinanza, con avvertenza che se i responsabili dell’abuso non provvederanno alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine assegnato dall’ingiunzione si procederà ai sensi dell’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica numero 380 del 2001 (legge sull’edilizia, ndr) senza pregiudizio delle sanzioni penali”. I figli dell’ex sindaco potranno fare ricorso al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla data di notifica, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla notifica.
Una copia dell’ordinanza di demolizione è stata inviata anche al segretario comunale, all’ufficio di polizia urbana e all’ufficio tecnico comunale immediatamente dopo la notifica all’interessato, e per conoscenza al sindaco, alla procura di Viterbo, al presidente della giunta regionale del Lazio, alla stazione dei carabinieri forestali di Montefiascone.

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