Abuso d’ufficio e corruzione al Comune di Montefiascone, assolto Angelo Cecchetti

Angelo Cecchetti non condannato: il fatto non sussiste. Era stato rinviato a processo nel 2015 con altre 7 persone

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Rimpasto Giunta
Il palazzo comunale di Montefiascone

Era stato accusato di corruzione e abuso d’ufficio, per aver velocizzato delle pratiche edilizie in modo illecito. Ma il dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune di Montefiascone Angelo Cecchetti, non è stato condannato ieri mattina nell’aula 5 del tribunale. No. I giudici del collegio hanno ritenuto che i capi di imputazione rimasti salvi dalla prescrizione non fossero adatti agli imputati. In tal modo, il capo dell’ufficio tecnico di Montefiascone e gli altri quattro alla sbarra sono usciti indenni dal processo iniziato a settembre 2018. Gli imputati – in tutto otto persone scese a cinque dopo tre prescrizioni sopraggiunte l’anno scorso – erano stati rinviati a giudizio il 25 marzo 2015. I fatti da cui scaturirono le indagini del corpo Forestale dello Stato della stazione falisca, risalivano al periodo 2008/2011.
Il pubblico ministero Stefano D’Arma aveva chiesto, per l’abuso d’ufficio, un anno e due mesi per Cecchetti e per l’architetto Massimo Ingrosso, direttore dei lavori. Ma la giudice Elisabetta Massini ha deciso per l’assoluzione. La prescrizione aveva eliminato dal procedimento giudiziario la corruzione e il falso.
Le presunte pratiche edilizie lampo in cambio di tangenti sono relative a un fabbricato a uso residenziale-agricolo, munito di recinzione e muri di contenimento in cemento armato, in via Cassia vecchia. Nel del processo anche uno scavo di 260 metri quadri e una rampa di cemento al Rosignolo, sempre a Montefiascone.

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