ACCADDE OGGI 1° GENNAIO 1801: NASCE IL “REGNO UNITO”

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Continuando a indicare la parte per il tutto gli italiani la chiamano ancora “Inghilterra” ma l’Inghilterra è soltanto una parte di quell’articolata entità politica-amministrativa che risponde al nome di “Regno Unito”, attualmente comprendente l’isola britannica – a sua volta formata da Inghilterra, Galles e Scozia – e l’Irlanda del nord (Ulster); quattro entità definite “nazioni costitutive” (“Home Countries”).
Come quello italiano, quello di unificazione britannico non è stato un percorso pacifico e lineare ma un controverso e non di rado sanguinoso processo segnato da guerre, annessioni e rivolte autonomistiche.
Il primo atto di questo plurisecolare processo risale al 13° secolo quando il re Edoardo I d’Inghilterra conquista il Galles, la regione sud-occidentale dell’isola britannica che gli antichi romani chiamavano “Cambria”.
Tra il 13° e il 16° secolo il Galles sarà un “principato” annesso alla corona inglese ma dotato di una certa autonomia, dal quale deriva la tradizionale denominazione di “principe di Galles” (e la celebre stoffa).
Attualmente il titolo di “Principe di Galles” spetta a Carlo d’Inghilterra, primogenito di Elisabetta II ed erede al trono del Regno Unito; tuttavia il Galles, in quanto nazione costitutiva, gode di una propria rappresentanza nella Camera dei Comuni, di un “Segretario di Stato per il Galles” e di un distinto Parlamento gallese.

Un percorso molto simile vale per la terza “nazione costitutiva” del Regno Unito dopo Inghilterra e Galles: la Scozia, che occupa la parte nord dell’isola, abitata sin dall’antichità da un numeroso mix di popolazioni celte, vichinghe e di origine germanica, animate tuttavia da un forte spirito indipendentista, ancora oggi molto sentito.

Particolarmente controversa è la storia dei rapporti fra la corona e l’isola d’Irlanda dove, alle tensioni territoriali si sovrappongono anche quelle religiose, essendo gli inglesi di prevalente confessione anglicana e gli irlandesi cattolici.
Quattro tappe importanti di questo complicato rapporto sono gli anni 1541, 1798, 1801 e 1919.
Nel 1541 il celebre re inglese Enrico VIII (quello delle sei mogli) si fa riconoscere anche re d’Irlanda la quale, da quella data, diviene formalmente parte dei domini della corona. Londra, eserciterà i suoi poteri tramite un “Lord Deputy”, per la maggior parte proveniente dall’aristocrazia inglese.
Nel 1798 scoppia la “rivolta irlandese del 1798”, guidata da rivoluzionari repubblicani e cattolici irlandesi, che si ispirano alla Rivoluzione Americana, quella che da poco aveva portato all’indipendenza ed alla costituzione degli USA. La rivolta è favorita proprio dalla necessità dell’Inghilterra di trasferire truppe in Nordamerica per fronteggiare la ribellione delle colonie inglesi.
Un nuovo punto di compromesso fra spinte indipendentiste e controllo inglese viene raggiunto il 1° gennaio di 220 anni fa, quando entra in vigore il famoso “Atto d’Unione” che sancisce la nascita ufficiale del “Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda”, caratterizzato da una nuova articolazione fra i poteri della corona e quelli delle rappresentanze locali irlandesi.
Da quella data decorre la denominazione di “Regno Unito”.
Il nuovo equilibrio reggerà fino alla “guerra d’indipendenza irlandese”, combattuta fra il 1919 e il 1921 dall’IRA (esercito repubblicano irlandese) contro le truppe britanniche, guerra che porterà alla divisione dell’Irlanda fra lo “Stato Libero d’Irlanda”, repubblicano e a maggioranza cattolica e il nord dell’isola, l’Ulster, a maggioranza anglicana, sotto la corona inglese. Suddivisione che negli anni successivi continuerà a produrre rivendicazioni, sanguinosi attentati e sanguinose repressioni fino ai compromessi e al processo di pacificazione degli anni recenti. Ma la suddivisione fra Repubblica d’Irlanda e Ulster dura ancora oggi.

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