ACCADDE OGGI 1° SETTEMBRE 1981: L’IBM INIZIA LA COMMERCIALIZZAZIONE DEL 5150, IL PRIMO PERSONAL COMPUTER DELLA STORIA

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Nei secoli 15° e 16° Leonardo Da Vinci aveva già concepito le macchine del futuro, come l’elicottero e lo scafandro subacqueo e i loro principi di funzionamento ma a quell’epoca non esistevano ancora i materiali e le tecnologie necessari per realizzarle e farle funzionare.

In un modo non molto diverso, negli anni ’30 del Novecento, il geniale logico-matematico inglese Alan Turing (1912-1954) aveva sviluppato il modello teorico e i principi di funzionamento di una macchina calcolatrice automatica – detta macchina di Turing – in grado di effettuare calcoli molto complessi; ma al tempo di Turing non esistevano ancora le tecnologie per realizzare siffatta prodigiosa macchina.
Geni che anticipano il futuro.
A partire dagli anni ’50 cominciano a comparire le prime tecnologie in grado di far funzionare una macchina come quella immaginata da Turing e, soprattutto negli USA, iniziano ad essere prodotti sistemi in grado di effettuare calcoli complessi; ma si trattava di apparati enormi, costosissimi e sperimentali, prodotti in esemplari unici che per funzionare richiedevano intere equipe di specialisti. Tuttavia la corsa verso la miniaturizzazione era iniziata.

All’inizio dei ’70 le principali istituzioni accademiche e di ricerca disponevano di almeno una macchina mono-utente e interattiva ma si trattava di sistemi ancora molto ingombranti e costosi, inaccessibili per una singola persona.
Verso la metà del decennio la Hewlett Packard sviluppa il primo computer che poteva stare su una scrivania; il gioiello HP aveva una tastiera e un minuscolo display ad una linea di scrittura; il modello successivo, detto Wang 2200, era dotato di un monitor a tubo catodico (CRT) ed era in grado di memorizzare dati su un nastro magnetico, come una musicassetta.
Nel 1975 la statunitense International Business Machines corporation, meglio nota come IBM (detta talvolta “Big Blue”) sviluppa un sistema analogo, l’IBM 5100 ma si trattava ancora di sistemi molto costosi, concepiti per un impiego su scala aziendale.
Il percorso verso la miniaturizzazione subisce una forte accelerazione con l’invenzione del microprocessore, in sostanza un circuito complesso che in precedenza richiedeva un gran numero di fili, cablaggi e componenti ridotto alle dimensioni di un piccolo supporto a base di silicio (chip). La denominazione tecnica più diffusa per questo genere di componenti è “circuito integrato” per il fatto che il circuito e tutti i suoi elementi sono prodotti contestualmente nell’ambito del medesimo procedimento micro-ingegneristico.
Una delle maggiori aziende produttrici di microprocessori è la “Intel Corporation”, una multinazionale statunitense con sede a Santa Clara, in California.
Lo sviluppo e la produzione del microprocessore favorirà la nascita e la diffusione di computer sempre più piccoli e sempre più efficienti, sino al celebre “personal computer”, una macchina di Turing nella disponibilità di ciascun singolo utente.
Il 12 agosto 1981 l’IBM presenta l’IBM 5150, il primo vero Personal Computer equipaggiato con un microprocessore Intel. Il nuovo modello è un gioiello molto versatile che, anche nell’aspetto, assomiglia ai desktop contemporanei. La commercializzazione inizia il 1° settembre di 40 anni fa; il costo è ancora ancora elevato, circa 3 mila dollari, inoltre è richiesto l’impiego di costosi supporti esterni quando occorre memorizzare grandi quantità di dati; malgrado questo il 5150 avrà un enorme successo commerciale al punto da divenire lo standard di riferimento per l’intera industria informatica.

 

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