ACCADDE OGGI – 10 APRILE 1970: SI SCIOLGONO I BEATLES

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Confrontando alcune date, avete immediatamente la percezione del fenomeno della beatlemania: il 16 agosto 1960 è il giorno in cui, per la prima volta, viene coniato il nome The Beatles, il 10 aprile 1970 è l’annuncio dello scioglimento; oggi è uno dei tanti appuntamenti celebrati sul filo della memoria storica dei quattro di Liverpool. Dieci anni di attività per 50 di persistenza nei pensieri di tutti noi.

Per questo parlare dei Beatles è come parlare di un presente che ha attraversato almeno sei generazioni. The Beatles è un fenomeno epocale nel senso autentico del termine.

La nascita della più famosa band del mondo è la medesima di quella di tanti gruppi rock proliferati in 60 anni di storia di musica giovane (negli anni ’60 li chiamavano “complessi”): un gruppetto di adolescenti amici o compagni di scuola che decidono di metter su un quartetto che suona.

In realtà John Lennon (1940-1980), nella Liverpool di fine anni ’50, aveva già un proprio gruppo, i Quarrymen ma la frequentazione casuale con il compagno di scuola Paul McCartney (1942) dirotta la biografia di entrambi verso altri destini. La catena degli incontri facilitati dalla comune appartenenza al “Liverpool Institute” non si interrompe: nel cono di luce che illuminerà i futuri Beatles compare anche George Harrison (1943-2001). All’inizio tutto si compie sotto il nome dei Quarrymen; i tre erano alle chitarre; mancava un bassista e in quel ruolo venne ingaggiato una promessa dell’arte della pittura: Stuart (detto “Stu”) Suttcliffe (1940-1962); Stu, con il ricavato della vendita di un suo quadro acquistò un basso di marca.

Come batterista venne ingaggiato Pete Best (1941); la nuova formazione prese il nome di The Beatles, neo-parola che unificava “beetle” (scarafaggio) con “beat”, la nuova corrente musicale e letteraria che veniva dagli USA. Sul significato della parola “beat” ci sono due teorie: abbreviazione di “beatitude” o “lasciami stare”.

Il primo ingaggio sotto il nome di The Beatles non fu nel Regno Unito ma ad Amburgo; la tournée di Amburgo si rivelò un vero itinerario di formazione per i ragazzi di Liverpool che coprì l’intero biennio 1960-1962. Nel 1962 Stu però abbandona il gruppo per seguire la sua vocazione di pittore ma non viene sostituito, sarà Paul McCartney il nuovo bassista. Alla fine della tournée tedesca i quattro avevano collezionato 800 ore di palco.

La tournée aveva profondamente modificato lo stile musicale del gruppo ed anche il look, inoltre essi avevano imparato molto bene a gestire il palco; al rientro a Liverpool non fu difficile trovare un ingaggio allo storico “Cavern club” e un buon manager, Brian Epstein il quale ottenne rapidamente un provino alla Decca Records proprio nel capodanno del 1962; ma l’esibizione di The Beatles non piacque agli osservatori e per questo vennero scartati. Si tratta di quello che ancora oggi è considerato il più madornale errore mai fatto da una casa discografica. Ma Brian Epstein non demorde e si rivolge alla EMI, dove ottiene un’audizione il 6 giugno 1962 nei celebri studi di Abbey Road di Londra; qui lavorava il talentuoso manager George Martin (1926-2016). George Martin non soltanto rimase favorevolmente impressionato ma diventò il “5° beatle” virtuale, il consigliere musicale fidato e il mago delle registrazioni. Il primo consiglio di Martin fu di sostituire il batterista Pete Best, giudicato poco adatto alle possibilità del gruppo e propose il “turnista” Ringo Starr (1940); l’ingaggio divenne definitivo il 16 agosto successivo. Il primo brano uscito per la EMI fu il celebre singolo “Love Me Do” che, malgrado la scarsa promozione da parte della EMI, arrivò al 17° posto nella classifica delle vendite nel Regno Unito. Il secondo 45 giri, “Please Please Me”, pubblicato nel gennaio 1963 con la firma Lennon-McCartney raggiunge il primo posto. Due mesi dopo esce il primo album “the beatles” che vendette 500 mila copie, classificandosi anch’esso al primo posto.

Da allora è una catena di successi inarrestabile, di tournée e di vendite; un’ascesa per la quale venne coniata la definizione di “beatlemania”.

Il 1° giugno 1967 esce il concept-album “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, uno dei lavori più importanti dell’intera storiografia rock; all’album seguirà la pubblicazione del singolo 45 giri che aveva “Penny Lane” nel lato A e “Strawberry Fields Forever” nel lato B; in sostanza due hit, contravvenendo alla pratica commerciale del 45 giri che sempre prevedeva un hit nel lato A e un prodotto minore nel lato B.

Nello stesso mese viene registrata “All You Need Is Love”, firmata da Lennon, che diventò l’inno dei “figli dei fiori”.

Il successo però stressa e nel 1968 i quattro volano in India per un percorso di “rigenerazione spirituale” dal maestro Maharishi Mahesh Yogi; al rientro John e Paul vanno negli USA per lanciare una propria casa discografica chiamata Apple che, nelle loro intenzioni, doveva essere un incubatore per il lancio di giovani artisti. Paul definì l’iniziativa “comunismo occidentale”.

Sul finire degli anni ’60 John si fidanza con l’artista giapponese Yoko Ono che avrà una grande influenza sulle sue scelte successive e diversi fan imputano proprio a Yoko la “colpa” dello scioglimento del gruppo.

Lo scioglimento effettivamente arriverà ma sarà il frutto della stanchezza di tutti, dei differenti orientamenti musicali (Paul e John avevano già in mente percorsi da solisti), del fatto che la Apple lavorava in perdita e che ciascuno aveva ormai realizzato una propria vita famigliare e sentimentale.

Il 10 aprile 1970 i Beatles annunciano il loro scioglimento; è la fine di un’era e l’inizio di quattro carriere da solisti. Ma niente sarà più come prima.

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