ACCADDE OGGI 10 NOVEMBRE 1928: NASCE A ROMA IL COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA ENNIO MORRICONE

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«…per i suoi contributi magnifici all’arte della musica da film»
dalla motivazione per l’Oscar alla carriera del 2007

Guardando alla biografia di Ennio Morricone si direbbe trattarsi di un predestinato ma quello che più sorprende è il grande eclettismo: Ennio ha tutti i numeri per diventare un monumento internazionale della musica colta ma la sua fame di note e di originalità lo spingerà ad interessarsi di tutti i campi in cui la musica può dispiegare il suo immenso capitale espressivo e comunicativo, dalle composizioni d’avanguardia agli arrangiamenti per le canzoni della musica leggera.

Ennio Morricone nasce a Roma il 10 novembre di 93 anni fa da una buona famiglia: la madre era titolare di una piccola industria tessile, il padre trombettista; aveva anche tre sorelle.
Alle scuole elementari si imbatte in un compagno di classe molto speciale: il futuro regista Sergio Leone.

Avere un papà musicista accelera la sua formazione musicale e comincia presto ad appassionarsi a compositori storici come il Palestrina, Monteverdi, Frescobaldi etc. e contemporanei, come Stravinskij e Petrassi. Si iscrive al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma dove ha la fortuna di studiare composizione proprio sotto il maestro Goffredo Petrassi. In questo periodo stringe amicizia con un altro allievo di Petrassi, il futuro compositore e direttore d’orchestra Bruno Nicolai (1926-1991) con cui stabilirà un proficuo e duraturo rapporto di collaborazione tanto nella composizione che nella esecuzione delle sue opere musicali; il rapporto è così stretto che diverse di queste possono considerarsi lavori a quattro mani.

In questa fase del percorso formativo comincia ad emergere il suo eclettismo: oltre in composizione e strumento (tromba) si diploma anche in strumentazione per banda; più tardi studierà direzione di coro.
A 28 anni sposa Maria Travia; dal matrimonio nasceranno quattro figli, due di questi, Andrea e Giovanni, lavoreranno nel mondo dello spettacolo.

Per un giovane talentuoso come Ennio non è difficile emergere e farsi notare e nel 1958 viene assunto alla RAI ma si dimette subito a causa delle gravi limitazioni che vengono imposte alla sua produzione musicale.
La sua qualità migliore è saper captare le tendenze della contemporaneità e i venti nuovi che spirano negli anni ’60 sono il clima perfetto per lui e per quelli come lui ed è così che comincia a scrivere colonne sonore e curare gli arrangiamenti di musica leggera per la RCA. Il direttore artistico e talent scout della casa discografica, Vincenzo Micocci, è il primo a intuire le geniali potenzialità di Ennio e gli affida gli arrangiamenti per le canzoni di big come Mina, Paul Anka e persino del grande trombettista USA Chet Baker (1929-1988), un gigante del jazz del Novecento.

Gli arrangiamenti dei maggiori successi dei primi anni ’60 sono suoi; portano la sua firma quelli di “Pinne fucile ed occhiali”, “Guarda come dondolo”, “Abbronzatissima” che faranno la fortuna di Edoardo Vianello. Nel ’63 arrangia “Sapore di sale”, il capolavoro di Gino Paoli; nel ’66 arrangia “Se telefonando” di Mina (tra gli autori del testo figura il giovane Maurizio Costanzo).
Ma mentre lavora per la musica leggera e spensierata degli anni ’60 coltiva la sua passione per la musica colta e, nel 1964, entra nel collettivo di musica sperimentale GINC (Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza), fondato dal compositore Franco Evangelisti (1926-1980); uno dei maggiori innovatori musicali della sua generazione.

Nel 1964 inizia la collaborazione con i registi, inizialmente col vecchio compagno di classe Sergio Leone, poi con Bernardo Bertolucci. “Per un pugno di dollari” diviene un cult-movie grazie anche alla potenza espressiva della colonna sonora e il sodalizio con Leone ricorda un po’ quello di Mogol-Battisti.
Verso la metà degli anni ’60 arrivano i primi riconoscimenti ufficiali: “Per un pugno di dollari” gli vale il suo primo “Nastro d’argento”; premio che verrà bissato nel ’70 per le musiche di “Metti, una sera a cena”,
film diretto da Giuseppe Patroni Griffi tratto dalla sua omonima commedia. Il 1970 è importante nella biografia artistica di Morricone anche per il suo contribuito all’istituzione del Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, dove insegnerà composizione. Nel ’71 arriva il terzo Nastro d’argento per la colonna sonora di “Sacco e Vanzetti”.
Il cinema italiano godeva allora di buona fama mondiale e questo gli vale il salto di qualità presso la ribalta internazionale: nel ’79 ottiene la prima candidatura all’Oscar per la colonna sonora de “I giorni del cielo”, miglior regia a Cannes per la direzione del geniale Terrence Malick.
Nell’84 vince il suo primo “BAFTA” (British Academy of Film & Television Arts) per “C’era una volta in America”, l’ultimo film di Sergio Leone.
Nell’86 ottiene un’altra candidatura all’Oscar per “Mission”. Le musiche di “Mission” presentano un lato curioso: dopo aver visionato il film rifiuta l’incarico perché giudica l’opera già perfetta in sé (vi recitano, fra gli altri, Robert De Niro e Jeremy Irons); dietro insistenza del regista Roland Joffé accetta la sfida ed elabora una delle migliori colonne sonore di tutti i tempi che, oltre la candidatura, gli vale il suo secondo “BAFTA” e il “Golden Globe”.
Nell’87 “The Untouchables” gli regala l’ennesima candidatura all’Oscar, il “BAFTA”, il Golden Globe e il Grammy Award.
Ulteriori candidature all’Oscar arrivano nel ’92 per le musiche di “Bugsy” e nel 2001 per Malèna, diretto da Giuseppe Tornatore e interpretato da una superba Monica Bellucci; una dea triste nella Sicilia fascista.
Nel 1994 è il primo compositore non americano a ricevere il premio speciale alla carriera dalla “Society for
Preservation of Film Music” (SPFM); nel 1995, nell’ambito della 52^ Mostra del Cinema di Venezia gli viene assegnato il Leone d’Oro alla carriera.
Nell’estate 2006 è in tournée con l’Orchestra filarmonica del Teatro alla Scala di Milano come direttore d’orchestra e del coro per l’esecuzione di alcune delle sue più importanti composizioni.
Il 25 febbraio 2007, dopo tante candidature non premiate arriva finalmente l’Oscar alla carriera ma quella che passerà alla storia è la grande e calorosa standing ovation tributata dalla platea. Per la consegna del premio è scelto l’attore Clint Eastwood cui spetta il privilegio della lettura della celebre motivazione.
Dopo il riconoscimento americano la Sony BMG pubblica l’album “We All Love Ennio Morricone” contenente i maggiori successi del compositore italiano interpretati, fra gli altri, da Celine Dion, Andrea Bocelli, Bruce Springsteen e Roger Waters.
Nel 2010 è il primo italiano cui l’Accademia Reale Svedese di musica attribuisce il “Polar Music Prize”; in sostanza il Premio Nobel della musica.
L’Oscar specifico per la migliore colonna sonora arriva finalmente nel 2016 per le musiche di “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino.
L’11 gennaio 2020 il Senato italiano gli conferisce un premio speciale alla carriera “per aver saputo raccontare con la sua musica storie di valore universale che, dal grande cinema alla televisione, dalla direzione d’orchestra alla composizione, hanno saputo incantare intere generazioni, divenendo testimonianza vivente del genio ed eccellenza italiana nel mondo”.
Ennio Morricone muore a Roma il 6 luglio 2020, all’età di 91 anni, per le conseguenze di una frattura del femore; riposa in una tomba del Cimitero Laurentino.

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