ACCADDE OGGI – 12 APRILE: 1961, JURIJ GAGARIN VOLA NELLO SPAZIO – 1981 LO SPACE SHUTTLE COLUMBIA INAUGURA IL PROGRAMMA STS: SISTEMA DI TRASPORTO SPAZIALE

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L’Homo sapiens ne ha fatta di strada; partito cacciatore-raccoglitore nomade dalla savana africana prima ha colonizzato il mondo, fatto tre rivoluzioni industriali poi, negli anni ’60, ha deciso che la Terra era troppo piccola per lui. Il primo a spiccare il volo verso l’azzurro è stato il cosmonauta russo Jurij Alekseevič Gagarin a bordo della navicella Vostok 1, esattamente 60 anni fa.
Jurij (“Jura”) Gagarin nasce nel 1934 da una modesta famiglia russa; durante la seconda guerra mondiale la famiglia Gagarin soffrì duramente l’occupazione nazista: dopo essere stata scacciata di casa due fratelli vennero deportati; ma il bambino Jura fu risparmiato. Finita la guerra decise di lavorare e studiare; fu un buon studente e grazie a questo, nel 1955, all’età di 21 anni, venne accettato alla scuola di volo militare, dove poté pilotare il celebre Mig 15. Nel 1957 è luogotenente delle forze aeree sovietiche.

Già dagli anni ’50 la Russia aveva varato il Programma Vostok (“oriente”) e dopo vari esperimenti con animali e manichini arriva il momento di sperimentare una missione umana. Al termine di una lunga e severa selezione viene scelto Gagarin per via delle sue eccezionali performance psico-fisiche concentrate in una statura adeguata al minuscolo abitacolo della navicella Vostok 1.

Il lancio che cambiò la storia del mondo iniziò alle ore 9:07 di Mosca; dall’interno della sua navicella di 4,7 tonnellate Jura potè vedere per la prima volta la Terra dallo spazio: “il cielo è nero, la Terra è azzurra”. Da quella descrizione venne più tardi coniato l’appellativo di “pianeta azzurro”. Il volo fu un’orbita ellittica attorno alla Terra della durata di un’ora e 48 minuti coperta alla velocità di 2700 Km/h.

Durante il volo, venne conferita a Gagarin la promozione lampo a pilota di prima classe e il grado di maggiore. Il rientro si svolse regolarmente nel Kazakistan alle 10:55, come era stato pianificato.

Dopo il rientro Gagarin venne trattato e celebrato come un eroe nazionale ed intraprese una carriera politica che condivise con il suo amore per l’hockey su ghiaccio, dove giocava da portiere.
Gagarin muore prematuramente nel 1968 nello schianto del suo Mig 15 durante un volo di addestramento.
Dall’altra parte dello Stretto di Bering gli americani non restarono a guardare, dopo il terribile 1-2 dello Sputnik e di Gagarin avevano recuperato il gap, erano sbarcati sulla luna e nel 1981 si apprestavano ad un nuovo salto di qualità: il varo dell’ambizioso programma STS: Sistema di Trasporto Spaziale. Il progetto consisteva in un sistema di navette, denominate “shuttle”, non più con vuoto a perdere ma in grado di essere lanciate in orbita, effettuare gli esperimenti previsti e rientrare a Terra atterrando come un normale aereo e ripetere nuovamente il ciclo.

Il viaggio inaugurale fu quello dello Space Shuttle Columbia il 12 aprile 1981, esattamente 40 anni fa e 20 dopo lo storico volo di Gagarin. La prova si svolse perfettamente e il Columbia disimpegnò ottimamente le delicate fasi del lancio e del rientro. Il Columbia rimase in servizio per 22 anni fino a quando, quasi al termine della sua 28^ missione, si disintegrò durante la manovra di rientro provocando la morte dei 7 membri dell’equipaggio; nomi che si aggiungono alla lunga lista degli eroi caduti sulla rotta del cielo.

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