ACCADDE OGGI 12 GENNAIO 1950: NASCE A ROMA IL POETA PASQUALE PANELLA, COMPLICE DELLA SECONDA VITA ARTISTICA DI BATTISTI

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Tutti ricordano ed hanno amato il duo “Battisti Mogol” ma pochi conoscono la “strana coppia” Battisti Panella, nata anni dopo lo scioglimento consensuale (ma con qualche dissapore) dell’antico sodalizio mantenuto sino all’album “Una giornata uggiosa” (1980).
Da quel momento Battisti opta per il minimalismo appartato del proprio privato ma non smette di fare musica; cambieranno soltanto codice stilistico e il suo rapporto con committenza ed utenza.
Questo ovviamente lo dirotterà fuori dai circuiti dello star system il quale si affeziona alla creatività artistica ma soltanto quando è associata ai consumi ed alle vendite.
Nel 1982 pubblica l’album “E già”, un’inedita composizione per sola musica elettronica e voce; i testi, a forte taratura autobiografica, sono firmati “Velezia”, pseudonimo della moglie Grazia Letizia Veronese.
Malgrado la mancanza assoluta di promozione e il silenzio dei media l’album conquista il primo posto nelle vendite.
Intorno alla metà degli anni ’80 inizia la collaborazione con Pasquale Panella (classe 1950), un artigiano della parola che alle parole preferisce i giri di parole e impiega le parole come materiale plastico per fare il contrario di quello a cui servono le parole: produrre significati. Nei testi di Panella i significati perdono significato e, se lo desidera, il significato se lo aggiusta il lettore con un procedimento semantico non molto diverso da quello dell’osservatore davanti ai quadri di Magritte o Kandinsky.
I nonsense di Panella sono perfetti per il nuovo Battisti che si sente (pro)sciolto dai vincoli imposti dalla retorica della canzone e da moduli musicali tarati sui luoghi più o meno comuni delle generazioni post-adolescenziali.
Nel 1986 Battisti-Panella escono allo scoperto con “Don Giovanni”; questo il commento di Francesco De Gregori: “Don Giovanni è una pietra miliare. D’ora in poi dovremo tutti fare i conti con un nuovo modo di scrivere la musica”.
Ovviamente non mancano critiche e crisi di rigetto da parte degli investitori nei significati e dei fedeli alla linea mogoliana; tuttavia l’album registra un buon riscontro commerciale.
Dopo “Don Giovanni” la strana coppia rilascia “L’apparenza” (1988), “La sposa occidentale” (1990), “Cosa succederà alla ragazza” (1992) e “Hegel” (1994); in questi album i due sperimentano una nuova tecnica compositiva: Panella scrive il testo e, successivamente, è Battisti a sviluppare la musica.
Malgrado il rifiuto di ogni pubblicità e campagna promozionale (tranne che per “Hegel”, Battisti negherà persino le versioni su CD, da lui giudicate “troppo fredde”) il solo passaparola frutterà un relativo successo di vendite.
“Hegel” è anche l’ultimo disco di Lucio Battisti che morirà il 9 settembre 1988, all’età di 55 anni. Anche il ricovero, la morte, il funerale e la memoria di lui saranno protetti all’ombra del più assoluto riserbo.

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