ACCADDE OGGI – 13 maggio1909: parte da Milano il primo giro d’Italia della storia

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Il Giro d’Italia non è solo un percorso geografico; è anche un percorso storico. La lunga storia del più importante evento sportivo italiano inizia esattamente 112 anni fa da Piazzale Loreto, in Milano. L’idea era stata sviluppata dal patron dell’Atala di allora, Angelo Gatti, insieme al fondatore della Gazzetta dello Sport, Eugenio Costamagna e al direttore di allora, Armando Cougnet. La Gazzetta (1895), il più antico giornale sportivo d’Europa dalle inconfondibili pagine in carta rosa, è l’organizzatore dell’evento e il fornitore del colore alla maglia vincente. Un compito mantenuto nel tempo.

Il percorso era da paura: 2447 Km da coprire in 8 tappe per una media di 306 Km di media a tappa. Le più impegnative tappe di oggi raramente superano i 250 Km (la tappa di ieri, la Modena-Cattolica, ad esempio, è stata di 177 Km).

Le condizioni di allora non erano certo quelle di oggi, con ammiraglie e squadre di tecnici al seguito su strade riasfaltate di fresco: le biciclette erano pesanti e robuste, adatte a strade sterrate e con insidie di tutti i tipi; cadute, rotture e forature erano all’ordine del giorno. Se si rompeva qualcosa bisognava spesso arrangiarsi da soli e nei primi tempi i corridori correvano con le gomme di scorta incrociate intorno alle spalle. Ma riparare una bicicletta pesante come quelle di quegli anni richiedeva tempo e questo aveva due conseguenze: i distacchi potevano diventare abissali ed essere un bravo meccanico contava quanto le virtù atletiche.

Questo spiega perché, dei 127 corridori partenti soltanto 49 riuscirono a completare l’intero percorso. Questo l’itinerario: Milano, Bologna, Chieti, Napoli, Roma, Firenze, Genova, Torino e rientro a Milano.

L’unico punto di riferimento per il corridore era la squadra; in quella prima edizione i 127 pionieri erano raggruppati in sei squadre: quattro italiane, Bianchi, Stucchi, Atala, Legnano; due francesi: Peugeot e Alcyon e la britannica Rudge-Whitworth.

Le tappe erano così lunghe da richiedere molte ore sui pedali e molti chilometri si dovevano fare al buio; questo comportava partenze molto anticipate: quella del 13 maggio del 1909 da Milano avvenne alle 3 del mattino.

In quegli anni i cronometraggi erano incerti e le vittorie si aggiudicavano in base a punteggi, a loro volta determinati sulla base dei piazzamenti ad ogni tappa: vinceva chi collezionava i migliori piazzamenti nelle varie tappe e, conseguentemente, il minor punteggio finale.

Il vincitore di quell’epica edizione fu il varesino Luigi Ganna (1883-1957) il quale, benché perseguitato dalla malasorte con una caduta, uno sbaglio di strada e 5 forature, ad appena 5 Km dall’ultimo arrivo a Milano fu favorito da un passaggio a livello chiuso che rallentò i corridori che gli stavano davanti; questo gli permise di recuperare il distacco e guadagnare il minor punteggio complessivo finale: appena 25 punti; come essere arrivato sempre terzo.

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