ACCADDE OGGI 14 DICEMBRE 1911: L’ESPLORATORE NORVEGESE ROALD AMUNDSEN CONQUISTA IL POLO SUD

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Nell’epoca delle imprese spaziali colpisce come, appena poco più di un secolo fa, esistessero ancora ampie zone della Terra dove l’uomo non aveva mai messo piede. Le zone ancora inesplorate erano quelle distribuite intorno ai poli nord e sud ed il motivo è facilmente comprensibile: le condizioni astronomiche del pianeta Terra fanno sì che quei territori ricevano un debole irraggiamento solare determinando così temperature proibitive, ghiacci perenni e venti fortissimi, rendendo l’abitabilità umana di fatto impossibile.
Tuttavia, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento esploratori di diverse nazioni meditano la rischiosissima impresa. Tra questi, il norvegese Roald Amundsen e l’italiano Umberto Nobile (1885-1978) sono i meglio dotati delle competenze tecnico-scientifiche e delle capacità fisiche in grado di supportare e resistere agli sforzi implicati in spedizioni di questo genere.

Roald Engelbregt Gravning Amundsen nasce il 16 luglio 1872 nel piccolo villaggio di Borge, nella Norvegia meridionale, in una famiglia di tradizione marinara. A 21 anni abbandona gli studi per seguire la sua passione: le esplorazioni. Si perfeziona nello sci di fondo e apprende le tecniche di navigazione in acque polari.
Partecipa a diverse spedizioni e nel biennio 1905-1906 ottiene il suo primo prestigioso risultato scientifico-geografico: scopre e compie per primo il mitologico “passaggio a nord-ovest”, ossia la rotta dall’Atlantico al Pacifico navigando attraverso l’arcipelago artico canadese.
L’impresa gli conferisce fama, fiducia e crediti per ingaggiare la sfida delle sfide: raggiungere uno dei due poli: il nord o il sud. Opta per il polo sud perché è a conoscenza di diversi altre spedizioni dirette a nord.
Nell’agosto 1910, all’età di 38 anni, salpa dalla Norvegia con la nave in legno “Fram”, appositamente progettata per la navigazione nelle regioni artiche, oggi esposta nel “museo Fram” di Oslo, dedicato alle esplorazioni polari.
La spedizione è coperta da segreto e informa l’equipaggio dei veri obiettivi della missione soltanto quando è a largo nell’Atlantico.
È opportuno ricordare che, diversamente dall’Artide (a nord), formato sostanzialmente da un oceano ghiacciato, navigabile con i sottomarini, l’Antartide (a sud) è un vero continente, costituito da terre emerse sia pure coperte dai ghiacci.
La Fram approda in Antartide in un punto denominato “Baia delle balene”, uno degli approdi più vicini al polo sud geografico. A fine gennaio 1911 l’equipaggio conclude la realizzazione della base per la spedizione e, per procurarsi le risorse alimentari necessarie al difficile viaggio via terra, gli uomini cacciano molte foche.
Per la spedizione Amundsen ha in mente una strategia precisa: avanzare gradualmente con le slitte verso il polo creando depositi di cibo e materiali, in modo da procedere leggeri sia durante l’andata che al rientro e trovare punti di appoggio in caso di emergenza.
Conclusa questa accorta fase di preparazione, il 19 ottobre il gruppo dà inizio alla parte terrestre della spedizione; dopo circa un mese di viaggio sono al punto più difficile: l’attraversamento della catena dei monti Transantartici, che raggiungono i 4.500 m d’altitudine. Amundsen sceglie un passaggio di 3.200 m.; conclusa la scalata la spedizione compie l’ultimo tratto e il 14 dicembre di 110 anni fa l’uomo finalmente espugna uno dei luoghi più impervi e inaccessibili della Terra.

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