ACCADDE OGGI – 14 GIUGNO 1940 – NASCE FRANCESCO GUCCINI; IL CANTAUTORE DEL VINO, DELLA VITA DEL CUORE

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La guerra e la montagna sono state la scuola dell’obbligo di Francesco Guccini. Il padre Ferruccio, modenese, impiegato postale, allo scoppio della seconda guerra mondiale si trovò reclutato per andare a fare il soldato finendo la propria carriera militare in un campo di concentramento tedesco senza che la famiglia avesse più notizie di lui. La madre, la casalinga Ester Prandi, col piccolo Francesco, si rifugiò dai genitori a Pavana, frazione di Sambuca Pistoiese, sull’Appennino toscano. L’infanzia trascorsa in montagna resterà un imprinting continuamente affiorante nella storia poetica del cantautore emiliano, in particolare nella canzone “Radici” e nel romanzo best-seller “Cròniche epafàniche”.

La fine della guerra restituì papà Ferruccio alla vita e alle Poste e la famiglia Guccini poté ricongiungersi a Modena, dove tutto era cominciato e dove Francesco è nato 81 anni fa. La capacità di assorbire ispirazione dai luoghi si intensificherà nel soggiorno modenese e in quello successivo bolognese, al celebre indirizzo di via Paolo Fabbri 43.

Il primo impiego fu come cronista alla Gazzetta di Modena, lavoro che gli permise di realizzare, nel 1960, un’intervista a Domenico Modugno, allora al massimo della sua celebrità per aver vinto due volte consecutive a San Remo. Un incontro che incentiverà la sua passione di autore di canzoni.

La sua iniziazione musicale avviene come autore, cantante e chitarrista in un gruppo da balera dalla mutevole denominazione, del quale facevano parte il sassofonista Victor Sogliani (futuro “Équipe 84”) e il batterista Pier Farri, che sarà il suo produttore. Il gruppo conobbe una certa fortuna sulla riviera romagnola, nel nord Italia e persino all’estero.

Nel 1962 Francesco abbandona il gruppo per fare il servizio militare ma durante la sua assenza accadono eventi che avranno effetti importanti sulla sua biografia musicale: elementi del vecchio gruppo si uniscono al cantante Maurizio Vandelli per formare la celeberrima Équipe 84 e, a Modena, nascono gli altrettanto celebri Nomadi. Al rientro dal servizio militare Francesco intraprende un’intensa collaborazione con entrambi i gruppi; nel frattempo ascoltava con vera fame di conoscenza quello che veniva dagli USA; in particolare il giovane Bob Dylan.

In quel periodo di grande fermento scrive “Auschwitz; la canzone del bambino nel vento”, “È dall’amore che nasce l’uomo”, “Noi non ci saremo”, “Dio è morto”; parole e suoni mai ascoltati nel piccolo cortile della canzone italiana di massa.

Da quei primi timidi inizi prende vita una grande carriera fatta di venti album, romanzi, fumetti, insegnamento, parti in film, quattro targhe, due premi, premio “le parole della musica” dal “Club Tenco” e persino una laurea honoris causa.

Buon compleanno dal mondo Francesco.

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