ACCADDE OGGI – 17 Febbraio 1963: nasce il mito di Michael Jordan

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Sessantasei milioni di anni dopo l’asteroide del Cretaceo, un altro corpo alieno ha cambiato la storia del pianeta; questa volta la storia sportiva: esattamente 58 anni fa, nel popoloso quartiere di Brooklyn di New York, nasce Michael James Jordan, l’atleta che riscriverà la storia del basket. La sua era una normalissima famiglia di lavoratori con cinque figli con un’altrettanto normalissima storia famigliare: padre severo e madre comprensiva. Risultato: un ragazzo estremamente determinato a fare bene.

Ma i genitori gli regalarono un altro genere di eredità: una macchina corporea perfetta unita ad una velocità e controllo motorio eccezionali; cose che fecero di lui il Pavarotti del basket. Jordan è universalmente considerato il più grande cestista di tutti i tempi ed uno dei più grandi atleti di sempre. Per questo lo soprannominarono “Air Jordan”.
La sua prima formazione la ebbe all’università della North Carolina, a Cape Hill, giocando nella squadra dell’ateneo nell’ambito della NCAA (torneo fra college universitari); qui, nel 1982 portò la squadra alla vittoria del torneo. Un apprendistato che gli permise di partecipare al celebre “Draft NBA” del 1984, una sorta di provino nel quale i grandi team sceglievano le migliori promesse giovanili.

Fu una selezione durissima perché in quell’edizione figurarono ben sette “all-star” che incantarono i parquet per i decenni successivi e tuttavia riuscì nell’impresa di entrare a far parte dei Chicago Bulls, diventandone presto la stella e contribuendo a fare del basket uno degli sport più seguiti al mondo.

Nel 1984 vinse l’oro olimpico con la nazionale studentesca USA.
Il triennio ’91-93” fu quello della gloria e della consacrazione, vincendo per tre volte consecutive il titolo NBA (National Basketball Association) con i Bulls e conseguendo il mitologico “three-peat” (più o meno “tripletta”), uno dei riconoscimenti più ambiti negli sport anglosassoni.

Il 22 agosto 1993 il padre di Jordan venne assassinato durante la rapina della sua macchina (un regalo di Michael); il 6 ottobre successivo Jordan annuncia il ritiro dalla pallacanestro.
E qui accade qualcosa di incredibile: tre anni dopo l’abbandono torna con i bulls ottenendo un secondo three-peat nel triennio ’96-’98. Nel 1999, a trentanove anni, sperimentò un nuovo ritiro, cui seguì quello definitivo del 2003.

Tra i riconoscimenti figurano undici MPV (una sorta di “pallone d’oro” NBA), dieci titoli di miglior marcatore (l’equivalente del “capocannoniere” del calcio), nove nell’All-defensive (titolo conferito dagli allenatori) ed è l’attuale detentore della migliore media-punti a partita (30,12 a partita).

La sua maglia, la N° 23, è diventata quella che il n° 10 è nel calcio.
Dal 2003 Michel Jordan è entrato stabilmente nel mito; nel 2016 ha ricevuto la medaglia presidenziale della libertà.

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