ACCADDE OGGI 17 GENNAIO 395: MUORE L’IMPERATORE FLAVIO TEODOSIO AUGUSTO

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Gli storici la chiamano la “crisi del terzo secolo” ed è sufficiente un numero per qualificarla: 21 imperatori tutti morti assassinati in congiure e rivolte; tutti provenienti dai ranghi dell’esercito il quale nel tempo aveva scalato la posizione di massima forza politica dell’Impero Romano.
È questa la causa sostanziale della drammatica spaccatura che dividerà in due la più potente entità politica dell’occidente antico.
Flavio Teodosio Augusto, solitamente chiamato “Teodosio” nasce in una regione non del tutto identificata della Spagna l’11 gennaio 347 da una ricca e nobile famiglia romana e sin da giovane riesce a coniugare gli agi nobiliari con la rigida disciplina militare. È proprio nell’esercito dove il giovane Teodosio intraprende la carriera di nobile rampollo distinguendosi presto per svariati importanti successi militari conseguiti in varie regioni dell’impero. Tuttavia presto conosce e sconta le turbolenze politiche che dilaniano l’impero di quel periodo: nel 375 il padre risulta implicato in una congiura ed è giustiziato in Nordafrica; Teodosio viene privato di ogni incarico e si ritira nella natia Spagna dove si sposa con Aelia Flavia Flaccilla; dal matrimonio nascono Arcadio ed Onorio; i due futuri imperatori della compagine divisa.
Per qualche anno Teodosio scompare dalle documentazioni storiografiche per riapparire all’inizio del 379 al fianco dell’imperatore Flavio Graziano, noto storicamente anche per la sua politica anti-pagana. Flavio Graziano affida a Teodosio il governo della “Pars Orientalis” dell’impero, ossia il complesso dei ricchi territori che dopo di lui andranno a costituire l’Impero Romano d’Oriente.
È in questo periodo che Teodosio si converte al cristianesimo.
L’imperatore titolare Flavio Graziano alle fatiche del governo preferisce il ritiro nelle sue tenute in Gallia e questo farà di Teodosio l’attore politico-militare unico dell’impero. Ma non sarà un governo facile a causa delle ripetute gravi crisi interne e degli attacchi esterni (in particolare da parte dei Goti); tuttavia l’abile Teodosio riesce a mantenere l’integrità politica dello stato.
Uno degli atti più importanti di questo periodo è il celebre “Editto di Tessalonica” del 380 con cui il “Credo Niceno” viene dichiarato religione ufficiale dell’impero. Il Credo Niceno è il cristianesimo nella configurazione approvata dal Concilio di Nicea (325), nel quale viene stabilita l’unicità di Dio, in contrapposizione all’arianesimo per il quale il “Figlio di Dio” Gesù godrebbe di un rango inferiore rispetto a Dio Padre.
Per questa ragione sarà chiamato “Teodosio I il grande” dagli autori cristiani e venerato come santo dalle chiese orientali.
L’editto di Tessalonica viene spesso ricordato insieme a quello di “Milano” (allora “Mediolanum”) del 313, emanato dagli imperatori di allora, Costantino e Licinio, con il quale era stata sancita la “tolleranza” nei confronti del cristianesimo.
Per effetto della riforma religiosa, dal 383 l’antico “dies solis” (giorno del sole), dedicato al culto pagano del “dio sole” (sol invictus) viene riformato in “dies dominicus”, l’attuale “domenica”.

Nell’inverno del 394 Teodosio si ammala di idropisia, una grave patologia caratterizzata da accumuli edematosi di liquidi in varie regioni dell’organismo e muore il 17 gennaio di 1627 anni fa, non prima di aver disposto la suddivisione politica, amministrativa e statale del territorio imperiale in Impero Romano d’Occidente e Impero Romano d’Oriente ed averli assegnati ai suoi due figli Onorio ed Arcadio. Ad Onorio andrà la parte occidentale, ad arcadio quella orientale.
Da quel giorno le due entità statali avranno storie distinte.
L’Impero Romano d’Occidente vivrà fino al 476 quando l’ultimo imperatore, Romolo Augustolo, viene deposto dal re barbaro Odoacre; per questa ragione il 476 è considerato il riferimento cronologico convenzionale che stabilisce la conclusione dell’Età Antica e il passaggio al Medioevo.
L’Impero Romano d’Oriente, detto spesso “bizantino”, sopravviverà per altri mille anni, sino al 29 maggio 1453, quando la capitale Costantinopoli sarà presa dai turchi.

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