ACCADDE OGGI 17 NOVEMBRE 1869: VIENE INAUGURATO IL CANALE DI SUEZ, LO SNODO NAVALE PIU’ IMPORTANTE DEL MONDO

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L’idea di creare un passaggio navigabile breve fra il Mar Rosso e il Mediterraneo è antica e lo storico Erodoto racconta di tentativi databili intorno al 7° secolo a.C., da parte dei faraoni egizi, di aprire un canale in direzione del Nilo per raggiungere attraverso questo la sponda mediterranea. Più tardi il re persiano Dario I (550 a.C. – 486 a.C.) completerà l’opera che però nel tempo finirà per interrarsi ed essere abbandonata.
Nell’Ottocento lo sviluppo delle rotte commerciali fa tornare in auge l’idea di portare a termine l’impresa sognata dai faraoni; ma ci sono almeno due ordini di problemi: le navi non sono più le barche dell’antichità e richiedono un grande pescaggio, notevole spazio di manovra e impegnative soluzioni ingegneristiche per oltre 160 Km di percorso; inoltre sono in gioco grandi interessi geopolitici correlati con la circostanza che il Mar Rosso è direttamente collegato con l’Oceano Indiano e, quindi, con la grande maggioranza dei flussi commerciali da e per l’Oriente, allora in gran parte colonizzato dalla Gran Bretagna.
Tuttavia l’idea va avanti e anche in questa impresa c’è lo zampino degli italiani: il progetto di questa realizzazione è dell’ingegnere trentino Luigi Negrelli (1799-1858; allora il Trentino era sotto la dominazione austriaca) al quale va il merito di aver risolto almeno il primo dei due problemi.


Negrelli era probabilmente il maggior ingegnere civile del suo tempo e già negli anni quaranta dell’Ottocento aveva concepito l’impresa di fendere l’istmo di Suez in direzione nord, ad ovest del Sinai.
Nel 1846 si compie un ulteriore passo avanti: viene costituita in Francia la “SECS”: Societé d’Etudes du Canal de Suez (detta anche “Société d’études de l’Isthme de Suez”); l’anno successivo Negrelli trasforma la sua idea in un progetto compiuto e cantierabile e questo piacerà ai francesi che dai tempi di Napoleone hanno mire in Egitto.
Ma il progetto viene osteggiato dalla Gran Bretagna che detiene la maggiore flotta commerciale del mondo e cospicui interessi in Egitto.

L’Egitto di allora era un “Chedivato” (Chedivato d’Egitto) del grande Impero Ottomano; il termine “Chedivato” viene da “Chedivé”, che si può tradurre con “viceré”; il Chedivato è dunque un “vicereame” che gode di uno status di maggiore autonomia da Istambul rispetto alla “Eyalet” (provincia). Il Chedivé è detto talvolta “Wali” (governatore).
Nel 1854 diviene Chedivé d’Egitto Muhammad Sa’id Pascià (1822-1863) che intraprende una coraggiosa politica di indipendenza dalle ingerenze britanniche e si mostra interessato all’impresa di Suez. Si rivolge allora all’imprenditore e politico francese Ferdinand de Lesseps (1805-1894) che negli anni aveva raccolto tutti i migliori progetti per un canale nella zona di Suez e coltiva l’idea dell’apertura di un canale anche a Panama.

De Lesseps accetta l’incarico di impresario realizzatore e sottopone tre progetti realizzativi a una “commissione scientifica internazionale”: quello di Negrelli vince il concorso perché, fra gli altri meriti, prevedeva un’unica navigazione diretta e non necessitava di chiuse. L’approvazione del progetto provoca la reazione britannica che occupa militarmente l’isola di Perim, non lontana da Suez. Malgrado questo l’opera va avanti grazie anche ai chiarimenti forniti da Negrelli.
Il 15 dicembre 1858 viene costituita in Francia la società per azioni “Compagnie universelle du canal maritime de Suez”; per l’occasione vengono progettati macchinari speciali necessari per la colossale opera. De Lesseps è il presidente e Negrelli il direttore dei lavori; incarico che non assumerà mai perché si ammala e muore nel medesimo anno. Il 25 aprile 1859 iniziano i lavori; un effetto collaterale dell’opera è la fondazione, a partire dallo stesso anno, sull’imboccatura mediterranea del canale, della città Porto Said, così chiamata in onore del Chedivè, che ancora oggi deve gran parte della propria prosperità al ricco traffico navale.

I lavori si concludono otto anni dopo, nel 1867; a fine opera il canale risulta lungo 164 Km, largo 53 m e profondo 8 m consentendo la navigazione a navi fino ad un pescaggio di 6,7 m.
L’inaugurazione ufficiale avviene due anni dopo: il 17 novembre di 152 anni fa.
In realtà le inaugurazioni saranno due perché il Chedivé d’Egitto Muhammad Sa’id Pascià, oltre a quella tecnica, pensa anche ad un’inaugurazione artistica: commissiona a Giuseppe Verdi una grande opera lirica ambientata nell’antico Egitto espressamente dedicata alla celebrazione del canale; per questo evento il Pascià fa costruire il teatro dell’Opera del Cairo che avrà una propria distinta inaugurazione col “Rigoletto”, sempre di Verdi. Per il canale Verdi compone la celeberrima “Aida” che debutterà al Cairo il 24 dicembre 1871.
Con Verdi salgono a due i nomi italiani legati alla più importante opera dell’Ottocento.

Ma il futuro del canale non sarà facile perché costantemente nel mirino delle politiche colonialiste delle potenze europee. Nel 1875 l’Egitto precipita in una gravissima crisi finanziaria e Muhammad Sa’id Pascià è costretto a cedere la quota proprietaria (49%) del canale all’Impero Britannico che approfitta di questa circostanza per occupare politicamente, economicamente e militarmente lo stato nordafricano, praticamente in comproprietà con la Francia e nel governo siederanno ministri britannici e francesi.

Il canale di Suez ha subito nel tempo varie modifiche e ammodernamenti; oggi sviluppa oltre 193 Km di lunghezza per circa 215 m di larghezza e 24 m di profondità; in alcuni tratti è stato effettuato anche il raddoppio.

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