ACCADDE OGGI 17 OTTOBRE 1797: NAPOLEONE FIRMA IL TRATTATO DI CAMPOFORMIO

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La Rivoluzione Francese del 1789, che aveva abbattuto la monarchia, sconvolto gli equilibri geopolitici dell’intera Europa e rappresentato una minaccia mortale per l’antico ordine monarchico-nobiliare assoluto, contava molti seguaci anche in Italia, soprattutto nei ceti colti e fra gli intellettuali borghesi.
Sul finire del 18° secolo il giovane generale Napoleone Bonaparte si era ormai affermato come figura centrale della Rivoluzione.
I letterati Ugo Foscolo (1778-1927) e Alessandro Manzoni (1785-1873), lo scultore Antonio Canova (1757-1822) erano tra i maggiori intellettuali italiani che guardavano con grande speranza a quanto accadeva oltralpe e credevano ciecamente in Napoleone, scegliendo persino di andare a soggiornare in Francia; salvo poi ricredersi e rincrescersi quando il generale francese comincerà a manifestare chiare tendenze imperiali.

L’inizialmente sconosciuto Napoleone era in poco tempo riuscito a costituire e comandare con grandi capacità strategiche un esercito formidabile ed estremamente motivato, in grado di competere con gli eserciti delle potenze monarchiche controrivoluzionarie continentali e dove passava lasciava dietro di sé una scia di repubbliche ispirate alla democrazia illuminista. Sarà proprio la “Campagna d’Italia” a consacrarlo come figura chiave della turbolenta fase rivoluzionaria.
Questo un suo famoso proclama:
“Soldati! Vi siete precipitati come un torrente dall’alto dell’Appennino…Milano è vostra…Voi avrete la gloria immortale di mutar volto al più bel paese d’Europa…Ritornerete un giorno ai vostri focolari, e i vostri concittadini diranno segnandovi a dito: “Questi era nell’Armata d’Italia!»

Gli storici chiamano “prima coalizione” un’alleanza politico-militare controrivoluzionaria costituita dalle monarchie continentali di Prussia, Austria, Spagna, Regno sardo-piemontese etc., sostenute dalla monarchia britannica, attiva tra il 1792 e il 1797, con lo scopo di reprimere l’espansione rivoluzionaria e restaurare l’Ancien Régime, come i francesi chiamavano il vecchio ordine monarchico.
Uno dei maggiori successi napoleonici contro la prima coalizione sarà proprio la “Campagna d’Italia”, combattuta tra il 1796 e il 1797 tra la francese “armata d’Italia” e una coalizione sardo-piemontese e austriaca. Partito dalle vicinanze di Genova nel marzo 1976, a maggio Napoleone entra in Milano, il 28 dello stesso mese occupa Brescia, che era già territorio della Repubblica di Venezia.
Gli austriaci sono costretti a ritirarsi a Udine e a Lubiana ma i francesi arrivano a prendere Trieste e Bolzano; si cominciava ad intravedere la via per Vienna.
Napoleone era ormai padrone dell’intera pianura padana e il 29 giugno 1797, con grande esultanza degli anti-monarchici italiani, costituisce la Repubblica Cisalpina, formata dalle regioni Lombardia, Emilia-Romagna e parti del Veneto e della Toscana.
Malgrado questa catena di rapidi successi Napoleone era consapevole delle enormi difficoltà di mantenere rifornimenti, uomini e contatti a tale distanza da Parigi e che arrivare a Vienna era un’impresa limite per i mezzi a sua disposizione; inoltre non tutti, dei membri del “direttorio”, il massimo organo istituzionale della Francia rivoluzionaria, stavano dalla sua parte. Da quel momento la sua strategia non sarà più soltanto militare ma anche diplomatica e punterà a un negoziato con l’Austria alle condizioni quanto più vantaggiose possibili per la Francia.
Il 17 ottobre di 224 anni fa, nel comune di Campoformio (in realtà “Campoformido”), vicino Udine, Napoleone Bonaparte e il conte Joahnn Ludwig Josef Cobenzl, in rappresentanza dell’Austria, sottoscrivono il celeberrimo trattato omonimo; trattato che porrà fine alla leggendaria Campagna d’Italia.
A Campoformio Bonaparte ottiene il riconoscimento della Repubblica Cisalpina e la cessione alla Francia dei territori austriaci nei Paesi Bassi, la riva occidentale del fiume Reno e le Isole Ionie, tra le quali la celebre Zante (o Zacinto), luogo di nascita del poeta senza patria Ugo Foscolo. In cambio La Francia concede all’Austria la Repubblica di Venezia, l’Istria e la Dalmazia.
La cessione di Venezia dispiacerà moltissimo ai patrioti italiani che considereranno la consegna come un tradimento degli ideali repubblicani; particolarmente colpito è il giovane Ugo Foscolo; questo l’amaro commento tratto dal suo capolavoro letterario, il romanzo epistolare “Ultime lettere di Jacopo Ortis”: “Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia…”
Ma in patria Napoleone sarà acclamato come un vincitore.

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