ACCADDE OGGI- 18 GIUGNO 1942: A LIVERPOOL NASCE PAUL Mc CARTNEY, IL FUTURO DEI BEATLES

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Per comprendere meglio il vento nuovo che dagli anni ’60 soffierà impetuoso nei cieli d’Inghilterra è opportuno un salto spazio-temporale dentro le turbolenze artistiche degli USA quando, al crepuscolo degli anni ’50, deflagrarono la “pop-art” (dove pop è l’abbreviazione di “popular”) e il fenomeno della letteratura “beat” (forse abbreviazione di “beatitude” o sinonimo di “lasciami stare!”). Cosa fecero gli (allora) giovani artisti americani? Posero l’innovativo e sorprendente interrogativo se fosse possibile sperimentare un’arte nuova partendo dai prodotti della cultura popolare; ed è così che Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg e tutti gli altri cominciarono a dipingere la Coca Cola, Marilyn, la banana, il frigorifero e persino i fumetti. I giovani musicisti USA non furono da meno: presero le più popolari delle musiche allora in circolazione, il “rock and roll”, il “country” e il “folk” e attraverso questi linguaggi raccontarono frustrazioni e aspirazioni delle generazioni del dopoguerra.

“Quante strade deve percorrere un uomo/prima di essere chiamato uomo?
E quanti mari deve superare una colomba bianca/prima che si addormenti

sulla spiaggia?/ E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che vengano bandite per sempre?/la  risposta, amico mio, se ne va

nel vento,/ la risposta se ne va nel vento…”  Blowin’ in the wind. di Bob Dylan

Come nel fenomeno acustico della risonanza, da quest’altra parte dell’oceano giovani leoni entrarono presto in vibrazione sulle frequenze provenienti dall’ovest; tra i primi proprio Paul McCartney e, in Italia, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Francesco Guccini e tutti gli altri cantautori di quella generazione.

Il futuro Sir James Paul Mc Cartney nasce primogenito 79 anni fa in un ospedale di Liverpool dove la madre Mary prestava servizio come infermiera; madre cattolica, padre protestante: un mix che avrà un peso sulla formazione del ragazzo Paul. Gli inizi di brillante studente facevano presagire una carriera totalmente diversa da quella di rock star ma la vita riserva talvolta sorprese insospettabili, specialmente se la tua corsia esistenziale incrocia quella di un altro ragazzo dotato delle medesime risonanze musicali: John Lennon.

La prima formazione musicale Paul la riceve in famiglia perché il padre Jim era un buon musicista ed aveva sempre incoraggiato i suoi due figli a praticare la musica. Gli insegnamenti paterni daranno buoni frutti perché la musica diviene presto la grande passione dell’adolescente Paul.  Impara a suonare il piano e, con un po’ di difficoltà, essendo mancino, la chitarra; si appassiona allo “skiffle”, una sorta di “rock and roll” delle origini che aveva preso piede nei locali di Liverpool. E mentre cerca di affinare le qualità di strumentista coltiva anche la passione di autore: compone “I Lost My Little Girl” e “When I’m Sixty-Four” che comparirà, molti anni dopo, nel celeberrimo album firmato Beatles “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. Studia la notazione musicale ma resterà sempre un musicista “a orecchio”.

La marcia verso i mitologici “The Beatles” avviene per gradi; il primo stadio di questo incredibile percorso è l’amicizia con John Lennon e alcuni suoi compagni di scuola: i “Quarrymen”. Più tardi Paul convince John e soci ad ingaggiare un altro promettente adolescente del suo giro scolastico: il chitarrista George Harrison. Conseguentemente Paul passa al basso.

La band comincia a piacere e questo vale al gruppo una tournée ad Amburgo che si rivelerà un vero viaggio di formazione. Con il rientro a Liverpool e l’ingaggio del bassista Ringo Starr organico e profilo stilistico-musicale sono completati; The Beatles (mix di “beat” e “beetles”, ossia “scarafaggi”) sono pronti a conquistare il mondo. Tutto il resto è gioia.

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