ACCADDE OGGI 18 NOVEMBRE 1928: NEGLI USA VIENE DISTRIBUITO “STEAMBOAT WILLIE”, IL PRIMO CARTONE ANIMATO CON SONORO SINCRONIZZATO

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La storia del cinema è una lunga storia. L’invenzione del cinema risale a fine Ottocento quando era soltanto cinema muto; più tardi compare l’accompagnamento di musiche eseguite dal vivo al piano o all’organo; talvolta con un’orchestra. Nei primi del Novecento si sviluppa la tecnica del sonoro “non sincronizzato” e negli anni ’20 gode di una certa diffusione l’impiego di dischi fonografici riprodotti tramite potenti grammofoni. Nel 1926 la Warner proietta il film sonoro, “Don Giovanni e Lucrezia Borgia”, con la sezione sonora prodotta tramite disco a 33 giri/minuto su cui erano registrati i clangori delle spade e una musica scritta a commento delle immagini.
Già nel 1906 il francese Eugène Augustin Lauste aveva brevettato una tecnologia straordinariamente innovativa: la sincronizzazione immagine-suono mediante incisione del suono direttamente sulla pellicola, in una banda longitudinale alla pellicola stessa, posta a fianco della fascia dove sono riportati i fotogrammi. L’invenzione viene ignorata per cinque anni fino ad una presentazione nel 1911 negli USA; ma le case cinematografiche, che avevano i capitali, non erano ancora pronte ad investire su queste tecnologie pionieristiche difficili da comprendere mentre gli inventori avevano le idee ma non disponevano dei capitali necessari per svilupparle.
Tuttavia il sempre crescente interesse del pubblico USA per i film sonori stimola le case cinematografiche ad investire di più nelle tecnologie di registrazione sonora; sfortunatamente questa nuova corsa genera anche la proliferazione di diversi standard che durerà fino a quando si raggiunge la convergenza verso un sistema unico denominato “traccia ad ampiezza variabile”.
Con questa tecnologia la traccia audio viene “memorizzata” in forma di una sottile banda semitrasparente della pellicola accanto ai fotogrammi in un modo molto simile a quello di Lauste ma con ampiezza variabile, in modo da intercettare più o meno intensamente il fascio di luce prodotto da una lampada standard.

La luce emergente dalla parte posteriore della pellicola risulta così modulata in ragione dell’ampiezza della banda semitrasparente: dove la banda semitrasparente è stretta la luce attraversa la pellicola in quantità maggiore; laddove è più larga sarà invece maggiore la luce fermata. La luce passante viene successivamente convertita in corrente elettrica da una fotocellula. Questo vuol dire che la corrente elettrica risulterà a sua volta modulata conservando l’informazione della “colonna sonora” incisa sulla pellicola. Quando la corrente elettrica arriva agli altoparlanti avviene la riconversione dell’informazione elettrica in informazione sonora, restituendo voci, suoni e musiche agli spettatori.

La circostanza che la banda semitrasparente scorra insieme ai fotogrammi garantisce la perfetta sincronizzazione di immagini e suono.
La fotocellula è il dispositivo messo a punto grazie alla celeberrima scoperta del 1905 di Albert Einstein dell’effetto fotoelettrico, quello che converte la luce in elettricità e che, sedici anni dopo, nel 1921, varrà allo scienziato ebreo-tedesco il Nobel per la fisica. È il medesimo effetto alla base anche del funzionamento dei pannelli fotovoltaici.
Poteva allora il topo più famoso del mondo ignorare tale siffatta invenzione? Nel 1928 Walt Disney (1901-1966) e il suo geniale fumettista ed effettista Ub Iwerks (1901-1971) producono il terzo cortometraggio d’animazione della serie “Mickey Mouse” (in italiano “Topolino”) denominato “Steamboat Willie” ma questa volta la tecnologia di stampa della pellicola sarà effettuata secondo la nuovissima tecnologia di sincronizzazione sonora e distribuita nelle sale attrezzate per questo sistema. Il debutto del primo cartone dotato di sonoro avviene all’Universal Colony Theatre di New York il 18 novembre di 93 anni fa.

Nel film Topolino pilota un battello a vapore fluviale e fa suonare ritmicamente i fischietti della minuscola nave ma viene importunato e scacciato da Pietro Gambadilegno. Della compagnia di bordo fanno parte anche un antipatico pappagallo ed una capra che canta. Ad un certo punto entra in scena la bellissima Minnie che cerca di salire invano sul battello ma alla fine Topolino riesce ad agganciarla per le mutandine e tirarla a bordo.
Diverse sequenze del film hanno ricevuto nel tempo numerose citazioni, imitazioni, riproposizioni e riadattamenti.
Dal 1998 “Steamboat Willie” è inserito nel “NFR”: National Film Registry, l’istituzione USA dove sono conservati i film considerati di interesse nazionale.
Recentemente è stato restaurato e messo in vendita come DVD e Blu-ray Disc.

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