ACCADDE OGGI 18 OTTOBRE 1009: IL CALIFFO AL-HAKIM BI-AMR ALLAH FA DISTRUGGERE LA BASILICA DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME

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Detta anche “Chiesa della Resurrezione”, la Basilica del Santo Sepolcro in Gerusalemme, insieme alla “Chiesa dell’Assunzione di Maria” (conosciuta anche come “Tomba di Maria”) e alla “Basilica della Natività”, rappresenta uno dei più importanti luoghi di culto della cristianità; per essere in Terra Santa e per essere stata eretta nel luogo che la tradizione tramanda come quello della crocifissione e della sepoltura di Gesù. Situata nella “Città Vecchia”, punto di arrivo della “Via Dolorosa”, la Basilica sorge su quella che è considerata la “collina del Golgota” (o “Calvario”). La corrispondenza della posizione attuale con i luoghi storici narrati nel Vangelo è controversa ma sono controverse anche le teorie archeologiche-storiografiche che confutano tale corrispondenza. Questo è quanto asserisce l’archeologo e accademico israeliano Dan Bahat (1938): “Potremmo non essere assolutamente certi che il sito del Santo Sepolcro sia il luogo della sepoltura di Gesù, ma non abbiamo un altro sito che possa rivendicare di esserlo con la stessa forza, e non abbiamo davvero motivo di respingere l’autenticità del sito.”
La ricostruzione storiografica è resa complicata dalla tormentata serie di eventi che nei secoli hanno interessato la città di Gerusalemme, passata attraverso l’assedio e la distruzione del 70 d.C. da parte delle truppe romane di Tito Flavio Vespasiano (che più tardi sarà l’imperatore Tito), quella successiva del 135 d.C. ordinata dall’imperatore Adriano ed altri eventi distruttivi. Non soltanto: i romani fanno erigere templi pagani sui luoghi sacri.
Nel 325, durante il celebre Concilio di Nicea, il vescovo di Gerusalemme Macario chiede all’imperatore cristiano Costantino di rimuovere i simboli pagani. Costantino ordina la costruzione di una chiesa cristiana nell’area della crocifissione; nasce così la Basilica costantiniana. Secondo alcune fonti la costruzione viene seguita direttamente da Elena, la madre di Costantino e, per la tradizione, sarà Elena, nel corso dei lavori, a ritrovare la “Vera Croce”, ossia la croce di Gesù.
Intorno alla tomba di Gesù venne edificata una “edicola” (piccolo edificio); l’edicola esiste anche oggi ma è del 1810, ricostruita dopo che un incendio aveva distrutto quella precedente.
Dopo il periodo costantiniano su Gerusalemme si abbattono nuovi drammatici eventi: la guerra tra Persiani e Bizantini che comporta l’invasione persiana del 614, con incendi e danneggiamenti alla basilica costantiniana e la successiva conquista del 630 da parte dell’imperatore bizantino Eraclio (575-641) che farà portare la Vera Croce e altre reliquie a Costantinopoli con lo scopo di sottrarle all’imminente dominazione araba.
La dominazione araba ha inizio nel 638 con l’assedio alla città santa da parte delle truppe del califfo Umar (o Omar; 585 – 644), padre fondatore dello stato islamico medio-orientale.

L’assedio sarà fortunatamente incruento perché il patriarca bizantino Sofronio intesse un abile negoziato aprendo la città ma ottenendo la libertà di culto e il rispetto dei luoghi sacri; impegno che sarà onorato dal califfo anche in ragione del fatto che Cristo e le istanze cristiane sono sacre anche per l’islam.
Il clima di tolleranza religiosa continuerà per secoli sino a quando al potere del califfato salirà il giovane imam fatimide al-Hakim bi-amr Allah (985 – 1021). Come dotato di una doppia personalità, Hakim era da un lato generoso, studioso delle scienze e evitava di ostentare lussi e ricchezze ma dall’altro duro e risoluto, al punto da far uccidere il suo invadente tutore. A poco a poco Hakim comincia ad attuare una politica sempre più ostile nei confronti di cristiani ed ebrei, confiscandone proprietà e luoghi di culto. Impone obblighi e divieti anche ai musulmani.
In questo delirio persecutorio il 18 ottobre di 1012 anni fa Hakim arriva ad ordinare la distruzione della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme; un gesto che costituirà uno dei motivi della prima crociata del 1086-1089, voluta da papa Urbano II; quella che porterà alla sanguinosa conquista di Gerusalemme e alla riedificazione della basilica.
Ma la storia infinita di Gerusalemme continua ancora perché nel 1187 il “Saladino” riconquista la città; tuttavia consentirà ai pellegrini cristiani di visitare il Santo Sepolcro. Più tardi anche l’imperatore svevo Federico II otterrà ulteriori facilitazioni.
Nel 1244 Gerusalemme e la basilica sono nuovamente sotto saccheggio dall’Impero corasmio, islamico ma di fede sunnita.

Nella metà del 1500 i frati francescani attuano una paziente opera di restauro ma nel 1808 un incendio provoca il crollo della cupola e danni all’edicola. Nel 1840, a causa di un nuovo incendio decine di pellegrini muoiono calpestati dalla folla.
Nel 1847 papa Pio IX istituisce il “Patriarcato di Gerusalemme”.

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